Finanza
Pagine sparite annullato pignoramento
PISA. Quei fogli mancanti sono stati decisivi per far spostare la causa a Roma, ma soprattutto per annullare un decreto ingiuntivo che aveva portato il creditore a pignorare quattro conti correnti...
PISA. Quei fogli mancanti sono stati decisivi per far spostare la causa a Roma, ma soprattutto per annullare un decreto ingiuntivo che aveva portato il creditore a pignorare quattro conti correnti per un ammontare di circa mezzo milione di euro.
Non solo. La società che aveva iniziato la causa è stata condannata a rifondere alla controparte le spese legali per oltre 5mila euro.
Le pagine mancanti erano due. Facevano parte di un contratto con cui venivano disciplinati rapporti tra una cooperativa e una società di spedizioni e consegne con sede a Pisa.
All’errore delle pagine mutilate hanno rimediato gli avvocati Andrea Bottone e Maria Argiento che, dopo aver segnalato l’assenza delle parti in cui veniva indicato il Foro della capitale come sede delle controversie, hanno ottenuto l’annullamento del decreto ingiuntivo da 157mila euro nei confronti del loro cliente, la società di spedizioni.
Il primo giudice a cui si era rivolto il creditore, anche in assenza di quelle pagine, aveva concesso alla cooperativa il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. E su quattro banche i conti correnti della società di spedizioni erano stati pignorati.
Potevano essere prelevati solo gli importi eccedenti i 157mila euro vantati dalla coop.
Per mesi la società si è vista impossibilitata a movimentare il contante per la sua attività.
«Abbiamo dimostrato – spiega l’avvocato Bottone – che in quelle due pagine non prodotte dalla controparte indicavano in Roma il luogo naturale della causa e che c'era un vizio di fondo nella richiesta del decreto ingiuntivo».
Il giudice del Tribunale civile Marco Viani, davanti al quale si è svolta la controversia, ha deciso per l’incompetenza territoriale, dimostrata con l’aggiunta delle pagine mancanti, disponenendo la conseguente nullità del decreto ingiuntivo firmato da un giudice che era «incompetente per territorio».(p.b.)
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