Il dolore
Da martedì sei famiglie entrano a Villa Madrè
Hanno tutte perso l’alloggio per morosità incolpevole: il pagamento dell’affitto dei mini appartamenti lungo l’Aurelia è garantito dall’Agenzia casa
PISA. Da martedì sei famiglie colpite da sfratto per morosità incolpevole andranno ad abitare a Villa Madrè e pagheranno un canone super agevolato che è stato calcolato dalla SdS, Società della Salute, facendo riferimento alle tabelle del Patto territoriale.
Questo primo intervento voluto dal Comune vuole essere un sollievo temporaneo per le persone che riceveranno il beneficio, ma soprattutto un esempio da replicare in futuro.
La scelta della struttura vicina all’Aurelia, infatti, è stata in passato oggetto di polemiche. Ieri la presentazione del progetto è stata l’occasione per chiarire i dubbi.
Tempi record. Le famiglie candidate erano diciotto e i sei beneficiari sono stati scelti escludendo i nuclei numerosi (Villa Madrè ha 28 mini appartamenti) e quelli che hanno una buona posizione nelle graduatorie per le case popolari, visto che a questi ultimi presto sarà assegnato un alloggio definitivo. La struttura, di proprietà di Condotte Immobiliare, dà invece un sollievo momentaneo a quella fascia grigia di persone che non sono ancora povere, ma potrebbero diventarlo. Aiutarli con una sistemazione serve a prevenire situazioni economiche peggiori; i beneficiari saranno seguiti dalla SdS che proverà a creare percorsi di reinserimento sociale. Una delle polemiche sull’operazione è stata quella dei tempi; ma Giuseppe Cecchi, direttore della SdS zona pisana, fa notare che il protocollo per risolvere quest’emergenza è stato firmato venerdì 11 luglio.
Intesa con il Dsu. Dei 28 mono e bilocali di Villa Madrè 6 sono per la Sds, come detto: sono stati arredati dal Comune (con cucine complete ed armadi a sei ante) e i beneficiari pagheranno da 100 a 200 euro al mese più la quota condominiale. Altri sei sono gestiti da Agenzia casa: in questo caso l’affitto è tutto a carico degli assegnatari, ma sempre a canone concordato (massimo 400 euro); due nuclei sono già andati a viverci, mentre molte famiglie avevano rifiutato. Ora ci stanno ripensando, ma se non si trovano inquilini, sarà bandito un nuovo concorso. Infine gli altri 16 appartamenti saranno presi da settembre per dare un alloggio a 28 studenti vincitori delle borse del Dsu Toscana, azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Essa pagherà 70mila euro annui (metà del totale) per quattro anni.
Norme restrittive. Il vero problema è l’insufficienza di questi strumenti: la SdS ha in carico un centinaio di famiglie e se ne aggiungono sei al mese per la crisi economica. Gli sfratti richiedono soluzioni urgenti, ma la legge regionale impone alle assegnazioni d’emergenza un tetto massimo del 25% rispetto al totale degli appartamenti di risulta recuperati. L’assessore al sociale, Sandra Capuzzi, fa allora notare che in questo quadro è difficile operare: «Si dimentica che l’amministrazione comunale ha sempre più vincoli e sempre meno risorse. Ci vorrebbero deroghe, non per andare contro la legge, ma per dare più risposte. Noi proviamo a fornire soluzioni innovative». Villa Madrè è una di queste: le assegnazioni non sono conteggiate come emergenziali, eppure sono un intervento utile per chi è in disagio.
Modello per il futuro. L’assessore alle politiche abitative, Ylenia Zambito, ha lavorato a questo progetto ritenendolo «una buona pratica e un esempio da estendere»; così lancia un appello ai costruttori di case sfitte: «Noi siamo qua, date i vostri immobili all’Agenzia casa! Noi garantiamo che sia pagato il canone concordato». Il rilancio è una risposta a quanti hanno sempre criticato l’idea di dare 140mila euro all’anno ai proprietari: se si fanno i conti viene 417 euro al mese per ogni appartamento, molto al di sotto dei valori di mercato. «Noi calmieriamo gli affitti – prosegue Zambito – senza consumare territorio, anzi utilizzando strutture mai aperte e rimaste abbandonate per anni». Completa il concetto Giorgio Federici, il direttore di Apes, Agenzia per l’edilizia sociale: «Condotte è l’unica ad averci fatto la proposta. Altre sono benvenute; se non vengono è perché con questo modello riscuotono prezzi bassi e non hanno i benefici di esenzione Imu». Commento finale dell’assessore alla casa: «Ci sono famiglie disperate che additano il Comune come responsabile delle difficoltà. Non ci aspettiamo gli applausi, ma vorremmo far capire che il nostro obiettivo è risolvere i loro problemi».
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