Il Tirreno

Pisa

Se scendi a San Rossore ritardo (quasi) garantito

di Stefano Taglione

Disagi sulla Tirrenica: i treni arrivano in media 5 minuti dopo l’orario previsto Alla stazione centrale invece sono puntuali. I pendolari: «Quanti fastidi»

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PISA. Puntuali alla stazione centrale e in ritardo a San Rossore. Parola di chi, per studio o per lavoro, ogni giorno prende il treno per la nostra città. I pendolari massesi e versiliesi (e in parte anche i lucchesi) lo sanno bene: scendendo una fermata prima del capolinea aumentano le probabilità di fare tardi. Poco più di 2 km, di tracciato pisano, che condizionano la costa toscana. Perché? È una situazione che si verifica spesso a causa delle tabelle di marcia programmate da Rfi di concerto con la Regione. Alcuni convogli, infatti, da San Rossore a Pisa Centrale - secondo l’orario - impiegherebbero ben 8, 9 o 12 minuti. Ad altri - per fortuna la maggior parte - bastano dai tre ai quattro giri d’orologio, un tempo decisamente più vicino a quello reale. Appare quindi chiaro come nel tratto finale della linea La Spezia-Pisa, in alcune circostanze, si registrino dei veri e propri allungamenti di orario, grazie ai quali viene rispettata la puntualità solo a destinazione (quella decisiva ai fini dell’erogazione dei bonus per i disservizi arrecati agli abbonati).

Monitoraggio. Il nostro monitoraggio conferma le preoccupazioni dei pendolari. Da dicembre a giugno abbiamo seguito tredici tra i treni quotidianamente più affollati di passeggeri: tutti quelli che, nella fascia oraria 6-9, da Lucca o percorrendo la Tirrenica, transitano da San Rossore per fermarsi alla stazione centrale. Solo esaminando il trend di giugno si nota come in media l’arrivo all’ombra della Torre, per quanto riguarda la linea costiera, avvenga dai 4 ai 5 minuti dopo l’orario prefissato, mentre al capolinea il ritardo risulti ormai quasi sempre recuperato. Alcuni esempi? Il regionale 11839, che parte da La Spezia alle 6.28: il mese scorso è come se ogni giorno avesse raggiunto San Rossore 6 minuti e mezzo dopo l’orario fissato da Rfi, mentre a Pisa Centrale risulta sistematicamente in anticipo di una sessantina di secondi. Poco cambia se esaminiamo il convoglio 11841 in partenza dalla città ligure alle 6.57. Anche in questo caso, infatti, a San Rossore il passaggio è avvenuto in media con 8 minuti di ritardo; un lasso di tempo che due chilometri più avanti si è ridotto a 3.

Disagi. «È uno sfalsamento fastidioso - spiega Emanuele Guicciardi, un pendolare di Forte dei Marmi che lavora a Pisa - perché ti porta a perdere l’autobus urbano. Sarebbe meglio viaggiare con dei tempi di percorrenza certi e garantiti». «È un problema che più volte abbiamo cercato di affrontare con il gestore della rete - dice un pendolare che invece vuole rimanere anonimo - ma con gli orari cadenzati al momento in vigore, essere accontentati è difficile. Le eventuali modifiche, infatti, avrebbero rischiato di creare ripercussioni negative su altri treni». Sulla linea Aulla-Pisa, invece, nell’ultimo periodo le differenze tra gli arrivi nelle due stazioni si sono notati di meno. Il fenomeno appare molto più frequente sulla linea Tirrenica. Basti pensare al regionale 11839, il più elastico tra le stazioni di Pisa San Rossore e Centrale: da orario, infatti, il tempo di percorrenza è stimato in 12 minuti. Ma solo a giugno - esaminando i dati forniti dalle Ferrovie stesse - in realtà quel convoglio per percorrere i due chilometri cittadini ne ha impiegati in media appena cinque.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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