Il Tirreno

Pisa

Festa in piazza Dante ma i commercianti si dicono in ginocchio

di Daniela Salvestroni

PISA. La chiusura del palazzo della Sapienza per problemi strutturali ha messo in crisi i commercianti di piazza Dante che hanno visto sparire le duemila persone che frequentavano ogni giorno la...

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PISA. La chiusura del palazzo della Sapienza per problemi strutturali ha messo in crisi i commercianti di piazza Dante che hanno visto sparire le duemila persone che frequentavano ogni giorno la facoltà di giurisprudenza. Dal maggio 2011 hanno chiuso quattro negozi e quelli che sono rimasti sono in difficoltà. Alcuni hanno dovuto persino diminuire il personale e tutti si lamentano perché si sentono abbandonati dall’amministrazione comunale. La tassa per l’occupazione del suolo pubblico è troppo onerosa in tempo di crisi e non sono stati realizzati gli interventi promessi a favore del turismo.

«Il problema fondamentale - spiega il titolare della cartoleria Kappa Kappa Marco Marrucci – è la chiusura della Sapienza. Il nostro negozio è aperto dal 1981 e gran parte del nostro lavoro era dovuto al flusso di gente portato dalla Sapienza. Alcuni turisti passano, ma per chi lavorava quasi esclusivamente con giurisprudenza è stata una mazzata. Bisogna riuscire a creare qualcosa che possa essere d’aiuto per le attività sulla piazza con iniziative di vario genere».

Un tentativo è in corso oggi e domani con la festa organizzata dal Centro culturale San Ranieri.

Ma c’è chi è ancora più preoccupato. «Siamo disperati – dichiara il titolare di un bar della piazza – Il problema è la chiusura della Sapienza che, unita alla crisi, ha portato il nostro fatturato alla metà rispetto al 2008. Ho calcolato che servono 300 euro netti al giorno solo per stare aperti. Ma il Comune non ci viene incontro. Noi paghiamo la stessa tariffa per l’occupazione del suolo pubblico dei locali che si trovano in piazza dei Miracoli, ma non abbiamo lo stesso flusso di turisti. Almeno quattro attività commerciali hanno già chiuso e temo che non saranno le uniche. Prima potevamo contare sulle duemila persone di indotto della Sapienza, ma sono sparite da tre anni. Per questo avevamo chiesto un aiuto al Comune, ma l’appello è caduto nel vuoto».

Nel frattempo in un altro locale di piazza Dante i titolari hanno dovuto rinunciare a due persone e tutti chiedono l’intervento delle istituzioni.

«La piazza versa in uno stato di degrado – affermano due commercianti della piazza – Siamo stati abbandonati dall’amministrazione comunale e aspettiamo ancora la realizzazione dei progetti che erano stati annunciati. Avrebbero dovuto allestire un punto informazioni e un percorso con le linee tracciate a terra per condurre i turisti anche in piazza Dante. Inoltre certi operatori ecologici dovrebbero impegnarsi di più nella pulizia della piazza».

La realtà di tutti i giorni è raccontata anche da Giovanni Del Corso, titolare del Ristoro Al Vecchio teatro: «È una piazza in cui passano moto e motorini, dove si portano i cani sui prati, in cui si nascondono gli ambulanti stranieri e gli spacciatori. A volte persone eroiche organizzano mercatini, fanno feste per rilanciare la piazza, ma pochi le seguono perché è fuori mano. Nella sede della banca sono rimasti in pochi e le ditte vicine sono sparite. La piazza sarebbe più bella se in questi mesi ci fosse un palco dove tutte le sere un’orchestra suonasse musica da camera. Se fosse piena di panchine (vere, non quelle moderne di certi architetti!) e pittori con i quadri esposti. Se fosse insomma un luogo di pace, musica e cultura per dare ai turisti quello che vogliono venendo a Pisa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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