Il Tirreno

Pisa

«Alle imprese tartassate i soldi recuperati ai circoli»

di Gianluca Campanella

Giulio Garzella, responsabile di Confesercenti: il Comune deve utilizzare le somme della Tari scovate con la lotta all’evasione per abbassare la pressione tributaria

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PISA. «Se ci sarà un maggiore gettito per il recupero della Tari, chiediamo che sia utilizzato per abbassare la pressione sugli operatori che pagano le tasse».

Giulio Garzella, responsabile Confesercenti area pisana, lancia una proposta dopo aver saputo che il Comune sta analizzando la posizione di circoli, onlus e attività produttive in genere che godono di un regime agevolato.

Come documentato ieri da un servizio del “Tirreno”, gran parte di questi sono sconosciuti alla Sepi, l’ente che riscuote per conto del Comune; e si sta avviando un’indagine a 360 gradi per recuperare in modo retroattivo fino a cinque anni, la tassa sui rifiuti non versata. Garzella non entra nello specifico: «Leggo le varie interpretazioni e attendo». Ma in generale ripropone la posizione di Confesercenti: «Ci sono attività che hanno trattamenti migliori e che quindi possono essere concorrenziali rispetto a quelle normali. Chiediamo lo stesso trattamento e gli stessi controlli seri che avvengono per gli operatori tradizionali». In caso di irregolarità anche gravi, Garzella non esclude che sia opportuno chiudere i finti circoli, senza che ciò diventi «una caccia alle streghe». Il punto è un altro: «Da tempo si sente parlare di lotta all’evasione. Mentre Cosap e Tari aumentano. Così altre attività oneste chiuderanno, perché non ce la fanno». E il rischio è che la spirale si avviti: tasse sempre più alte per mantenere il gettito e sempre meno imprese (e posti di lavoro) che riescono a reggere le richieste fiscali. Ecco quindi l’idea di utilizzare il denaro rientrato per una sorta di fondo a favore dell’impresa locale.

In parallelo al nostro servizio, anche il consigliere comunale Maurizio Nerini, della lista Noi Adesso Pis@, ha presentato un’interrogazione all’assessore al bilancio Andrea Serfogli per «sapere se le sponde dell’Arno nel tratto cittadino oggetto di concessioni stagionali, ove sorgono attività di intrattenimento, con somministrazione di cibo e bevande, siano soggette alla imposizione». Riceverà una risposta scritta in questi giorni e commenta: «Non ho idea dei numeri, né provo a calcolarli. Ma se le attività in genere devono essere tassate, è logico che io me ne interessi. Se, al contrario, non sono soggette, devo sottoporre un problema politico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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