Curdi in corteo contro gli attacchi degli islamisti
Una cinquantina di persone hanno marciato da Piazza Vittorio Emanuele al Comune al grido di “W Ocalan” e “W Kurdistan”
PISA. Una cinquantina di curdi, in gran parte rifugiati politici, ha manifestato per le vie del centro storico contro gli attacchi dei fondamentalisti islamici nel Rojava (il Kurdistan siriano). Una marcia pacifica partita alle 16 del 18 luglio da Piazza Vittorio Emanuele e giunta davanti alla sede del Comune un'ora dopo.
«Gli islamisti da un anno stanno attaccando i nostri fratelli curdi - ha detto Erdal Karabey, presidente dell'associazione culturale Kurdistan che ha sede in Valdera - i morti accertati finora sono 3.500, per la maggior parte cittadini inermi. Io vivo a Pisa da anni ormai, così come molti di noi. Anche se siamo lontani, sentiamo la necessità di manifestare il nostro sdegno per le violenze indiscriminate contro donne, bambini, uomini innocenti. La Turchia finanzia i fondamentalisti islamici di Isis (Esercito islamico dell'Iraq e del Levante), fornendo loro non soltanto denaro, ma anche armi».
"W Ocalan", "W Kurdistan", "Erdogan assassino" sono gli slogan dei manifestanti.
«Vogliamo l'indipendenza del Kurdistan - ha aggiunto Karabey - Il partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) lo chiede dal 1978. Il nostro leader Abdullah Ocalan vive in un regime di isolamento carcerario dal 1999. Chiediamo la sua liberazione».
Adiya vive a Pisa da dieci anni. «Mio padre è scappato dal Kurdistan perché rischiava di finire in galera a causa delle sue idee - racconta - E' da sedici anni che non vede i suoi parenti. Nel Kurdistan siriano gli Isis tagliano la testa ai civili e infliggono torture indicibili sui corpi dei civili. Si definiscono islamisti, ma in realtà disconoscono Maometto: il loro profeta è il loro leader in carne e ossa. Vogliamo che queste violenze finiscano. Vogliamo essere liberi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
