La manifestazione
Alla Camera di Commercio dipendenti in agitazione
PISA. Dipendenti delle Camere di Commercio sul piede di guerra. Anche a Pisa è partito lo stato di agitazione del personale indetto a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil contro il decreto legge...
PISA. Dipendenti delle Camere di Commercio sul piede di guerra. Anche a Pisa è partito lo stato di agitazione del personale indetto a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil contro il decreto legge sulla riforma della pubblica amministrazione che prevede l’eliminazione del finanziamento derivante dal diritto camerale. La manovra, che secondo il governo comporterà un risparmio per le imprese stimato in 400 milioni di euro, provocherà, per i sindacati, una netta diminuzione delle risorse a disposizione delle Camere di Commercio, obbligandole ad una revisione della propria attività promozionale con un’inevitabile ricaduta negativa sul tessuto socio-economico del territorio, in particolare per le piccole e medie imprese.
Secondo i sindacati, a fronte di un risparmio di spesa annuo di circa 63euro per le aziende, verranno a mancare risorse (circa 400 milioni) per credito, export, turismo, innovazione e formazione, che produrranno un effetto recessivo complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. La manovra potrebbe avere inoltre riflessi negativi sui livelli occupazionali, spingendo le Camere di Commercio a dichiarare centinaia di esuberi in tutta Italia.
Anche i Cobas intervengono sulla questione, chiedendo garanzie per i lavoratori. «Chiediamo per tutti i dipendenti del sistema (Camere di Commercio, Unioni e aziende speciali) la salvaguardia dei livelli occupazionali salariali e delle professionalità del personale in servizio - si legge in una nota del sindacato di base - e l’intervento dei presidenti di Regione per tutelare i lavoratori, anche attraverso atti d’intesa con le parti sociali e istituzionali». (d.r.)
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