Sicurezza
Addio a Mario Campa fu preside a Medicina e candidato rettore
Il collega Franco Mosca: «Ha dedicato la vita all’Università in maniera disinteressata, un esempio per i giovani»
GIAN UGO BERTI. «Caro Franco, supereremo anche questo difficile momento». Sono state le ultime parole che Mario Campa ha rivolto all’amico professor Franco Mosca intorno alle 14 di mercoledì prima di entrare in coma nella stanza dov’era ricoverato al quinto piano del monoblocco di Cisanello. «Quando nel corso della notte gli abbiamo chiuso gli occhi per sempre – racconta Mosca – ho provato lo stesso senso di vuoto di quando ho seppellito mio padre e mia madre. Per me Mario è stata la perfetta incarnazione del senso del ruolo e dello spirito di servizio. Esemplare per franchezza e chiarezza, per la pronta e totale disponibilità verso gli altri. Punto di riferimento sicuro, ha dato motivazioni e coraggio a tanti di noi. Ha dedicato la vita all’Università, in maniera disinteressata, spendendosi senza risparmio fino all’ultimo. Sapremo onorarlo per il tanto che ha meritato, indicandolo come esempio alle nuove generazioni».
Mario Petrini, già preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, lo ricorda così: «Mario era un grande e caro amico. Come collega, senz’altro una persona dotata di forte carattere, attento conoscitore e divulgatore della propria materia. Nel lungo periodo di presidenza alla facoltà di Medicina e Chirurgia aveva profuso tante energie e un profondo impegno, dimostrando serietà, nell’interesse prioritario dello sviluppo del nostro Ateneo. Spontaneo, frontale, sincero, si era sempre dimostrato responsabile delle sue idee e delle sue scelte. Nel corso dell’ultimo rettorato, si era prodigato moltissimo nel ridisegnare l’atto aziendale, contribuendo in modo concreto all’ammodernamento dell’Aoup. Dopo il pensionamento, si era impegnato nell’organizzazione didattica post-laurea, delineando il regolamento delle scuole di specializzazione, finalizzato a raggiungere livelli di qualità».
Un altro collega, Lucio Giuliani, parla di Campa come di «un buon medico, un bravo ricercatore e un valido preside di Facoltà». Numerosi gli attestati di cordoglio, compresi quelli del sindaco Marco Filippeschi e del deputato Paolo Fontanelli.
Campa era nato a Locorotondo (Bari) il 4 gennaio 1943. Dopo la laurea e la specializzazione in Microbiologia, era stato assistente ordinario all’istituto di Microbiologia dal ’69 al ’72, con qualifica d’aiuto nel ’79, professore associato dal 1982 all’85. Quindi professore ordinario al Dipartimento di Biomedicina Sperimentale Infettiva e Pubblica. Era stato presidente del dottorato di ricerca in Microbiologia e Genetica, quindi direttore della scuola di specializzazione in Microbiologia e Virologia, membro dell’Osservatorio nazionale per la formazione medico – specialistica del Miur. E ancora: preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dal 1994 al 2002, nonché candidato a rettore e insignito dell’Ordine del Cherubino. Autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche, Campa era stato direttore dell’unità operativa assistenziale di Microbiologia all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e direttore del dipartimento ad attività integrata “Analisi chimico–cliniche e Microbiologiche”.
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