Trasporti
Monili e preziosi venduti ai compro oro
Ecco come la banda monetizzava le refurtive sottratte nelle abitazioni. Trovate anche monete antiche
PISA. Sotto la lente dei carabinieri sono finiti anche i negozi di compro oro. Nessuna denuncia al momento a carico dei titolari.
Di sicuro qualche acquisto un po’ troppo leggero c’è stato da parte dei commercianti nei confronti dei quali non sono esclusi ulteriori accertamenti sulla regolarità delle procedure seguite per ritirare oro e argento da privati.
Non tutti, però, hanno accettato di avere come clienti georgiani che portavano a vendere catenine o braccialetti con incisioni di nomi italiani. Un dettaglio sospetto, come minimo, e senza avere particolari accortezze investigative. Alcuni hanno detto “No, grazie». Altri, invece, hanno acquistato senza fare troppe domande sulla provenienza del metallo pregiato.
Un sistema davvero collaudato che permetteva, nel corso del tempo, introiti anche consistenti alla banda finita in cella.
Nel corso delle telefonate ascoltate dagli investigatori, in un caso si è fatto riferimento alle loro modalità di azione quasi "nell'ombra", dicendo in sostanza che «i carabinieri sono troppo impegnati e per noi non hanno tempo».
Una delle particolarità della gang era proprio quella di passare il più inosservata possibile. Non opponevano mai resistenza quando venivano fermati. Altro comportamento minimalista era quello di lasciare subito il luogo del furto nel caso in cui ci fosse situazioni di disturbo, magari per la presenza di forze dell'ordine o per l'essere incappati in un controllo. Le perquisizioni hanno portato a scoprire diversa refurtiva: macchine fotografiche, alcuni gioielli in oro, monete antiche, due pistole rubate, oltre a chiavi alterate e i grimaldelli con i quali venivano violate tutte le porte blindate.(p.b.)
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