Attenzione
«Voglio poter abbracciare i salvatori di mio figlio»
L’appello di una mamma ai soccorritori protagonisti di una storia a lieto fine «Hanno portato a riva anche mio nipote e un loro amico, ma poi sono spariti»
PISA. «Li voglio conoscere per abbracciarli e ringraziarli».
È l’appello di una mamma a chi ha salvato tre ragazzi, tra cui suo figlio e un nipote, quello che attraverso “Il Tirreno” Sabrina Guazzini lancia per incontrare i cinque angeli custodi protagonisti di una storia esemplare avvenuta sabato pomeriggio al bagno Dunadonda a Marina di Vecchiano.
Il fatto. I tre ragazzi, Nicola, 15 anni, di Molina di Quosa, il cugino Daniele Melighetti, 17 anni e l’amico Daniele Barsuglia, 17 anni, entrambi di Vecchiano, si trovano in acqua. Sono circa le 15.
Il trio è a una cinquantina di metri dalla riva. Il pomeriggio di sole rischia, però, di prendere una brutta piega. Non si tratta di malori improvvisi. È proprio la forza del mare a dimostrarsi ostile.
«A un certo punto – racconta Sabrina Guazzini – i tre sono in difficoltà. Forse sono finiti in una risacca e la corrente li porta al largo».
Un amico rimasto in spiaggia si accorge che i tre sono in crisi. Si sbracciano, chiedono aiuto.
Per almeno una decina di minuti, da quando cercano di tornare a riva a quando capiscono che da soli non ce la fanno, sono in balìa delle correnti.
I soccorsi. È stato in quel momento che cinque giovani si rendono conto del rischio che stanno correndo quei ragazzi in acqua.
«Mi hanno detto che erano italiani – riprende la mamma -. Si sono tuffati in mare e li hanno soccorsi portandoli a riva. Non si sono presentati e non hanno lasciato detto chi erano. Per questo lancio un appello perché si facciano avanti».
Nel giro di qualche minuto i tre amici sono stati messi in salvo.
Sotto choc, ma vivi e stremati, felici di abbracciarsi sulla spiaggia per lo scampato pericolo.
Con i loro salvatori si sono salutati. Li hanno ringraziati e poi ognuno è andato per la sua strada.
Ma un salvataggio del genere non può rimanere in sospeso. Ci devono essere i personaggi che festeggiano il capitolo conclusivo di una storia a lieto fine.
«Li voglio abbracciare». «Poteva essere una tragedia e, invece, grazie al loro coraggio e al senso civico non frequente di questi tempi si sono impegnati per salvare delle persone che rischiavano di morire – conclude Sabrina Guazzini –. Sono andati via e ora li vorrei proprio incontrare per abbracciarli e ringraziarli di persona. Spero che leggano questo appello e si facciano vivi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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