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Spiagge di ghiaia: cantiere in corso e danni

Spiagge di ghiaia: cantiere in corso e danni

Passano i camion, crepe sulla strada. Confcommercio: «Idee per la gestione ma il Comune tace»

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MARINA. «Le orribili paratie che coprivano la vista del mare stanno per essere completamente rimosse. Ma i disagi del cantiere ci sono ancora tutti. E anche i primi danni al manto stradale». La denuncia arriva dai commercianti del Centro commerciale naturale di Marina attraverso la portavoce Vanessa Manzetti. «I mezzi pesanti che transitano verso il cantiere creano disagi - spiega -. Il manto stradale non è evidentemente adatto a quei mezzi e le prime crepe si intravedono. Senza considerare il rumore in piena stagione turistica. Un intervento davvero sbagliato». Sulla stessa lunghezza d’onda Giulio Garzella per la Confesercenti: «Ancora una volta il litorale viene escluso dalla concertazione per quanto riguarda i lavori. Nessuno ci ha interpellati per spiegare l’intervento e chiedere un parere. Era già successo nei mesi scorsi per la chiusura della Pisorno. Chiediamo quindi più rispetto per gli operatori».

Intanto, forti critiche (ma anche soluzioni) arrivano dal direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli: «Quanto meno increscioso autorizzare un cantiere in piena stagione estiva sul lungomare di Marina. Come non meno grottesca la scelta di costruire un muro con la riproduzione tarocca del mare e del cielo. Si conferma così la distanza siderale che separa gli enti pubblici dalle imprese. In pochi giorni abbiamo assistito a come sfregiare un tratto di costa, nel pieno della stagione estiva, e poi chiedersi ingenuamente perché commercianti e cittadini si ribellino. Per noi i lavori dovevano interrompersi subito e riprendere a settembre. Non è stato possibile, ci dicono, per questione di tempo e di penali».

Ora, per Pieragnoli, la sfida «che ci coinvolge tutti è quella di riqualificare. Se spiagge di ghiaia devono essere, che siano. Ma non possiamo più accettare un simile stato di abbandono. Zero servizi, zero decoro, zero pulizia. Quattro anni fa presentammo un progetto di valorizzazione che non sarebbe costato al Comune una lira e che avrebbe permesso di mantenere una situazione di decoro. In cambio di una quotidiana manutenzione, gli imprenditori locali avrebbero avuto la facoltà di fornire alle persone alcuni servizi minimi, dalle attrezzature a un ristoro. Sono passati più di 1.400 giorni da allora e una risposta non l’abbiamo mai ricevuta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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