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Apertura di locali e market verso la proroga del blocco

Apertura di locali e market verso la proroga del blocco

PISA. Tra un mese e mezzo (il 30 agosto) scadrà il blocco delle autorizzazioni nell’area della movida per nuove attività legate alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche (pub, kebab,...

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PISA. Tra un mese e mezzo (il 30 agosto) scadrà il blocco delle autorizzazioni nell’area della movida per nuove attività legate alla vendita e alla somministrazione di bevande alcoliche (pub, kebab, minimarket). Blocco che era stato sancito, il 15 maggio scorso, da una delibera del consiglio comunale, delibera che poi rimandava alla giunta la definizione dei termini, delle zone di applicazione e soprattutto della durata del divieto.

L’atto della giunta arriverà nei prossimi giorni, dopo consultazioni con le categorie e un passaggio in commissione consiliare. Si andrà ad un monitoraggio periodico della situazione e intanto, in sostanza, ad un prolungamento del divieto.

In attesa di questo atto, il blocco in vigore interessa tutto il centro storico. La volontà di Palazzo Gambacorti è stata quella di porre un argine, di carattere amministrativo, alle degenerazioni della movida favorite da un numero ritenuto eccessivo di attività commerciali concentrate in precise zone del centro.

Esclusi dal divieto di nuove aperture o trasferimento solo coloro che hanno presentato la comunicazione al Comune (“Titoli abilitativi in materia di edilizia produttiva finalizzati alla nuova apertura o al trasferimento di esercizi”, recita il comma 3 dell’articolo unico della norma stralcio approvata) prima del 15 maggio. In questi mesi due attività sono riuscite ad evitare il blocco presentando la domanda in tempo. Si tratta di una paninoteca in piazza Garibaldi, che ha aperto da circa un mese, e di una pizzeria in via San Lorenzo, che aprirà a fine agosto.

Niente da fare, invece, per due giovani imprenditori che volevano rilevare una macelleria in piazza Sant’Omobono per farne un pub. Il compromesso con il titolare del fondo già stipulato non è bastato per aggirare il blocco.

Da qui la decisione di trovare un’alternativa al di fuori della “zona rossa”. Il provvedimento in vigore è sotto forma di norma stralcio. Un atto che pone limiti alle liberalizzazioni, in virtù di una emergenza legata a questioni legate a traffico, inquinamento acustico, vivibilità, come si legge nel comma 1 dell’articolo unico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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