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Pisa

«Servono calma, pazienza e determinazione»

«Servono calma, pazienza e determinazione»

Tempesti, amministratore del porto di Boccadarno: «Il progetto riparte, nonostante i problemi»

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MARINA. Di questi tempi non facili che tipo di strategia si può adottare per portare a compimento un progetto tanto importante come il porto di Boccadarno? Lo abbiamo chiesto a Simone Tempesti, neo amministratore unico di “Porto di Pisa srl”, per delineare il prossimo futuro dell’opera, che a un anno dalla sua inaugurazione, avvenuta in piena crisi economica, sembra segnare il passo. «Calma, pazienza e determinazione sono a mio avviso gli elementi fondanti per riprendere il nostro percorso. E anche, soprattutto, per risollevare le sorti di questo settore penalizzato da provvedimenti che in teoria dovevano colpire i più ricchi, ma in realtà hanno penalizzato quelle maestranze specializzate che lavorano, o meglio lavoravano, per portare a casa uno stipendio», risponde Tempesti.

Qual è il vostro mercato di riferimento? «In prevalenza quello velico, ma ci rivolgiamo anche verso i comandanti di grandi yacht. Entrambi i comparti necessitano di servizi qualificati che noi siamo in grado di fornire. La vela ovviamente meglio si adatta a questo porto, che è uno dei pochi al mondo ad essere inserito in un parco naturale».

Il progetto immobiliare, ovvero la costruzione di case intorno al porto, che fine ha fatto? «Questo rappresenta l’aspetto più delicato dell’intero progetto, per la cui realizzazione prevedo un tempo medio di tre anni. Stiamo facendo la disamina dei vari investimenti e questo mi consente di dire che stiamo finalmente partendo». Ma state navigando a vista o avete delineato una rotta sicura grazie all’intervento di nuovi soci, banche ed istituzioni? «La fiducia e il sostegno di privati investitori e banche, ma anche delle istituzioni che fin dal primo giorno ci hanno consentito di lavorare nel migliore dei modi, ci consentono di guardare ad un futuro prossimo con un discreto ottimismo. Non è un caso quindi che mi sia impegnato in prima persona, perché la sfida, non certo facile, è decisamente delle più stimolanti. Per questo dobbiamo quotidianamente operare con i piedi ben piantati a terra. Tutto questo però, tengo a dirlo, mi rende fiducioso sul buon esito finale».

Doady Giugliano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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