Il dolore
Pronto soccorso, il piano alla prova del 9
È partita la riorganizzazione chiesta da Rossi: ora ci sono 22 posti letto in più e i corridoi non sono più stipati di barelle
PISA. La rivoluzione è partita. Da ieri ha preso il via il piano di riorganizzazione dell’azienda ospedaliero- universitaria pisana tanto invocato dal governatore Enrico Rossi, che il 25 giugno aveva definito il pronto soccorso di Cisanello «il peggiore della Toscana». Dopo il suo sfogo anche noi siamo stati nel cuore dell’emergenza-urgenza del presidio sanitario, riscontrando gli stessi problemi da lui sottolineati. E nelle sale d’attesa del Dea siamo ritornati anche ieri.
La situazione pare effettivamente migliorata: nel primo pomeriggio, infatti, nei corridoi del reparto sulle barelle c’erano solo due persone. Pochissime in confronto a quanto accadeva prima. Merito dell’aumento dei box del triage (passati da 15 a 25) e di altri 22 posti letto recuperati dallo spostamento dei reparti di nefrologia, gastroenterologia e medicina 1, dove ora vengono ricoverati i pazienti fino alla scorsa settimana stipati in mezzo al via vai di medici, infermieri e operatori socio-sanitari.
Mentre è partita la rivoluzione tanto invocata dal governatore Rossi, ieri un gruppo di operai hanno lavorato alla porta di accesso della shock room, momentaneamente guasta. All’accettazione, c’era una seconda persona per fare fronte all’afflusso di pazienti, comunque più contenuto rispetto ai giorni passati.
La nuova geografia di Cisanello mira a ridurre le attese. Nelle intenzioni del direttore generale Carlo Tomassini, infatti, dall’accesso all’uscita dal pronto soccorso non dovrebbero passare più di tre ore. Ieri alle 15 nella sala d’aspetto all’ingresso numero trentuno c’erano 22 persone, mentre 24 erano in visita. Per i codici verdi, azzurri e bianchi, naturalmente, l’accesso alle cure non potrà essere istantaneo, per cui l’attesa rimarrà. Ma almeno i gialli, in base alle indicazioni dei monitor, erano tutti in visita.
«Il lunedì mattina, in genere, prima c’era il finimondo – spiega il medico Gerardo Anastasio, rappresentante del sindacato Anaao – invece ieri ho visto solo tre persone sulle barelle dei corridoi. Il piano sta iniziando a funzionare. Bisogna continuare su questa strada».
Se i corridoi sono semi-deserti lo si deve ai nuovi ventidue posti letto nell’ex nefrologia, gastroenterologia e medicina 1, dove operano i dieci infermieri assunti con contratto a libera professione. Personale non direttamente collegato al pronto soccorso, ma che comunque assiste i pazienti che fino a due giorni fa stazionavano proprio lì. Altri dieci sanitari, in base alla trattativa in corso fra l’azienda ospedaliero- universitaria e i sindacati, dovrebbero arrivare nel corso dell’estate e saranno impiegati direttamente al Dea. In tutto – secondo le stime degli addetti ai lavori – diventeranno una sessantina, mentre i medici a regime saliranno a trentatré.
«Sono già partite le lettere di assunzione degli infermieri – conferma Daniele Carbocci, segretario del sindacato sanitario Nursind di Pisa – e i primi cinque, a tempo determinato, dovrebbero arrivare entro massimo 20-25 giorni. Solo dopo sono attesi gli altri. Noi abbiamo chiesto di posizionare al pronto soccorso anche chi verrà assunto ad agosto, come preventivato a prescindere dal piano, in sostituzione ai lavoratori che vanno in pensione».
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