Il dolore
«Nuove divise, che pasticcio c’è chi resta con i rammendi»
PISA. «Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di assaporare i positivi risvolti della notizia che, forse a breve, a Pisa arriveranno nuovi agenti usciti dalle scuole che, ahimé, siamo stati costretti a...
PISA. «Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di assaporare i positivi risvolti della notizia che, forse a breve, a Pisa arriveranno nuovi agenti usciti dalle scuole che, ahimé, siamo stati costretti a prendere atto del nuovo pasticcio all'italiana consumato ai danni degli operatori della polizia».
Così Vito Giangreco, segretario provinciale del Siulp, commenta l’arrivo per alcuni e non per tutti delle nuove divise.
Il sindacalista denuncia che le vecchie divise sono oramai in condizioni precarie.
«Il cittadino non dovrà stupirsi se vedrà il poliziotto con il pantalone sporco o rotto, con camice rattoppate, perché questo è ciò che passa il convento/governo, ossia confusione e superficialità che ancora una volta danneggeranno l'immagine della polizia e di chi la rappresenta in strada».
Per Giangreco, fuori da ogni propaganda politico-sindacale, il Siulp, «constata che dopo i mezzi, la carta, gli strumenti, le auto, la benzina, i soldi, gli uffici, ora ai poliziotti viene tolto anche di che vestirsi e forse domani saranno costretti a combattere la criminalità in mutande».
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