Sicurezza
Rimane chiusa agli studenti la residenza pluri-inaugurata
L’immobile in via da Buti è al centro di una querelle tra Comune e Azienda per il diritto allo studio Tutto è legato alla necessità di alcuni lavori d’adeguamento che palazzo Gambacorti rifiuta di fare
PISA. È stato presentato alla cittadinanza almeno quattro volte, con promessa di imminente inaugurazione. Quando nacque sulla carta nel 2000 era uno degli edifici più avveniristici d’Italia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Gli studenti universitari vincitori di posto alloggio lo aspettano come una manna, visto che fornirà 32 nuove sistemazioni. Ma il pensionato in via Francesco da Buti non riesce a decollare: adesso un adeguamento al sistema antincendio rischia di far litigare Comune e Dsu Toscana.
La querelle. Nell’ultimo sopralluogo congiunto tra tecnici di palazzo Gambacorti (proprietaria) e Azienda regionale per il diritto allo studio (che da gennaio lo ha in comodato gratuito per almeno cinque anni), la seconda ha fatto rilievi su alcuni punti: non sarebbe sufficientemente chiaro nel capitolato chi paga i lavori relativi al cablaggio delle rete wireless e quelli per l’adeguamento alla normativa antincendio. Il Comune sulla prima questione ha accettato di risolvere in brevissimo tempo; sulla seconda ha eccepito: «Ci credo che c’è da rifare l’impianto! L’immobile è stato aggiudicato nel 2006 e dopo 8 anni le leggi sono cambiate», è la frase risuonata nelle stanze che si affacciano su ponte di Mezzo. Al Comune ragionano in questo modo: il Dsu avrà tutto gratis e viene a chiedere soldi per un lavoro da fare in un palazzo che ha già preso in consegna?
Come se ne esce. A livello ufficiale, è naturale, i due enti minimizzano; anzi, ricordano i buoni rapporti che intercorrono tra loro, come dimostra la vicenda di Villa Madrè (ne parliamo in un articolo qui accanto). Vista l’entità modesta della cifra in gioco, si pensa di procedere in modo amichevole: prima si consegnano le camere agli studenti, poi si troverà un’intesa amministrativa; non ha senso bloccare di nuovo tutto.
Dov’è la ragione? Eppure in questa vicenda ognuno ha dalla sua una parte di verità. Solo per fare un esempio, nell’ottobre del 2011 il consiglio comunale ha dovuto approvare una variante al programma triennale dei lavori pubblici, per finanziare 185mila euro mancanti a completare il progetto (su un totale di 2,34 milioni): infissi e alcuni impianti andavano rivisti e il ritardo nel reperire i fondi non è certo imputabile al Dsu. Il rovescio della medaglia è qualche incertezza nella gara per gli arredi – a carico del Dsu – che ha lasciato margini alla ditta vincitrice per fare un ricorso. Ritardi a parte, a palazzo Gambacorti hanno fatto anche notare che ci sarebbe una lunga lista di enti disposti a prendersi gratis un palazzo per cinque anni in cambio di un “lavoretto agli estintori”.
Altre rogne. Ci si mette anche una ditta esecutrice dei lavori appaltati dal Comune, che ha presentato un esposto in cui sostiene di essere stata pagata meno di quanto dovuto. Per questa causa si prevedono tempi lunghi, almeno cinque anni. Ma il problema non è giudicato tale da compromettere la partenza della nuova casa dello studente accanto alla Leopolda.
Forse ci siamo. Infatti, a fine mese ci dovrebbe essere la consegna ai borsisti. Gli arredi sono stati montati, il cablaggio internet è attivo e le altre “meraviglie” (come il raffreddamento naturale d’estate e la massima illuminazione d’inverno, che crea una specie di serra) per fortuna non sono soggette al processo di obsolescenza, anche se ormai sono state imitate altrove.
Le certezze. Il 20 giugno 2011 è stato inaugurato il murale “To arts and colors”, realizzato sulla facciata ovest dell’immobile che si affaccia proprio in via da Buti. Il disegno è stato realizzato dal gruppo palermitano Ada, selezionato come vincitore al concorso indetto dal Comune. Altro punto fermo: la grande sala studio al piano terra vuole essere anche biblioteca di quartiere; le pertinenze in comune con la Leopolda favoriranno questa socializzazione, uno dei punti con cui si mira a riqualificare tutta l’area.
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