Proteste
Marchetti: ripartire dal territorio
Il vicesindaco di San Giuliano: aiutiamo chi crede nell’agricoltura
SAN GIULIANO. «Mi definisco incosciente, nel senso che amo buttarmi nelle sfide. Ma sono anche timido. Non mi sono ancora abituato, ad esempio, ad essere chiamato vicesindaco».
Parole di Franco Marchetti, appunto vicesindaco della nuova giunta guidata da Sergio Di Maio. Una vita sulle barricate con il sindacato, prima come responsabile Fiom alla Piaggio poi alla guida della Cgil del Valdarno ed infine segretario dello Spi a San Giuliano. Alla fine la decisione di entrare in politica con Sel, partecipando alle primarie del centrosinistra per il sindaco della cittadina termale e dopo guidando la lista alle amministrative.
Di Maio lo ha scelto come suo vice, affidandogli deleghe importanti: dal sociale alla casa, dallo sviluppo economico al turismo. Marchetti, dopo anni nel sindacato entra nella stanza dei bottoni di una amministrazione locale; come si sente? «Come uno che entra in una stanza dei bottoni ma che capisce che manca la corrente, cioè che le risorse per rispondere ai bisogni della gente non bastano mai. E quella gente la vedi negli occhi tutti i giorni».
Tra le sue deleghe, sociale e casa: anche a San Giuliano la crisi si fa sentire? «Purtroppo si fa sentire e molto. Ci sono emergenze quotidiane di chi ha perso il lavoro, di chi è costretto a vivere in un garage. Persone che si rivolgono all'amministrazione per avere risposte. Sappiamo le difficoltà nelle quali i Comuni sono costretti ad operare, ma abbiamo presente quali sono le priorità e lavoreremo in questa direzione».
Puntando, ad esempio, su un territorio ricco a livello ambientale. «Credo che proprio la ricchezza del nostro territorio debba essere il filo conduttore delle azioni dell'amministrazione. Un esempio? I terreni ed i monti non sfruttati o in certi casi abbandonati. Cerchiamo di favorire coloro che vogliono investire nell'agricoltura: contribuirebbero a mantenere integri i terreni, avrebbero la possibilità di produrre colture di qualità, incentivare il turismo ma anche mantenere vive le frazioni».
Daniele Benvenuti
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