Sicurezza
L’equipe del S. Chiara regala il sorriso a un bimbo saharawi
Operato con successo di labbro leporino un piccolo amico portato a Pisa dall’associazione Gdeim Izik di Piombino
PISA. Sono le 9.30 di mattina, siamo nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del Santa Chiara e Manola Mambrini, presidentessa dell'associazione Gdeim Izik di Piombino, sta aspettando che un bimbo venga operato di labiopalatoschisi (labbro leporino) dal dottor Gian Luca Gatti e dalla sua equipe, grazie all'ospitalità della Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Il piccolo ha bisogno di un intervento di cheilorinoplastica bilaterale, è arrivato in Italia poco più di una settimana fa per affrontare questo intervento con i “maghi del sorriso e la fata dei sogni” del S.Chiara: così sono stati definiti i dottori Gian Luca Gatti, Alessandro Giacomina e Beate Kuppers all'inaugurazione del percorso Labiopalatoschisi che è stato ufficializzato all'inizio del 2014 ma che è attivo da anni a Pisa e che ospita bambini provenienti da tutta Italia. Ad oggi sono circa 800 negli ultimi 4 anni i bambini operati che hanno ritrovato il sorriso.
Circa l'85% dei bambini che nascono in Italia con questa patologia scelgono l'ospedale di Pisa e nello specifico l'equipe di Gatti, per affrontare il percorso di guarigione.
Pisa è il centro di riferimento per la Labiopalatoschisi e l'apertura di un progetto completamente dedicato a questo, ne dimostra l'importanza. Nel percorso sono coinvolti diversi specialisti in varie competenze per offrire un supporto completo ai piccoli pazienti: i dottori Gatti e Giacomina (Chirurgia Plastica), Kuppers (Anestesia), Nardi (Pediatria), Ghirri (Neonatologia), il professor Poli e Bigagli (Ortodonzia), Salvadorini (Logopedia), Forli (Otorinolaringoiatria), Strigini (Diagnosi Pre-natale), Toschi (Genetica) e Conversano (Psicologia).
Grazie al grande lavoro e impegno che quotidianamente la squadra del dottor Gatti profonde per questa causa, nasce la collaborazione con Manola Mambrini e la sua associazione di volontari, Gdeim Izik, che ormai da 20 anni si occupa di accoglienza di bambini del Popolo Saharawi, di sostegno a distanza delle famiglie sia in termini di medicinali ma anche in termini di strutture.
E' stato facile creare una sinergia di intenti che si è concretizzata l'anno scorso con l'avvio del progetto Taleb Buya, e che nei giorni scorsi, alla vigilia dell'operazione di cui stiamo parlando viene commentata così da Manola Mambrini: «Sono molto contenta di aver incontrato il dottor Gatti e la sua equipe, lavorano molto bene e mi fido ciecamente di loro. Il nostro è un lavoro che si basa sulla buona volontà ed è bello aver incontrato persone che come noi, si impegnano in questo senso. Con il dottor Gatti abbiamo grandi progetti per il futuro: vorremmo riuscire a operare anche quei bambini più piccoli che non possono affrontare il lungo viaggio. Il prossimo passo quindi sarà portare l'equipe pisana direttamente in Africa vicino a Tindouf dove potrà lavorare nelle strutture adibite a sale operatorie».
Continuano intanto le iniziative pisane per i bimbi Saharawi: nei giorni scorsi dieci di essi, dell'età di circa dieci anni, sono arrivati a Pisa e si fermeranno per due settimane per visitare il nostro territorio.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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