Sicurezza
Cisanello, petizione di Ncd contro Rossi
PISA. La nuova puntata del caso riguardante il pronto soccorso di Cisanello potrebbe avere rinomanza nazionale. È quanto vuole, e spera di ottenere, Raffaele Latrofa, capogruppo in consiglio comunale...
PISA. La nuova puntata del caso riguardante il pronto soccorso di Cisanello potrebbe avere rinomanza nazionale. È quanto vuole, e spera di ottenere, Raffaele Latrofa, capogruppo in consiglio comunale per il Nuovo Centrodestra: «Rossi attacca l’ospedale pisano? E noi andiamo dal ministro, la invitiamo a vedere con i propri occhi come stanno veramente le cose». Questo il rilancio di Latrofa dopo le accuse di inefficienza del governatore Rossi apparse sul proprio profilo Facebook. Una raccolta di firme che ha già superato quota duecento e che promette di crescere ancora prima della consegna al ministro della salute, Beatrice Lorenzin, durante l’assemblea regionale di Ncd a Firenze (proprio in casa di Rossi) prevista per il prossimo lunedì. «Le colpe politiche di Rossi – si legge nel volantino distribuito nei giorni scorsi – non possono cadere su dipendenti e malati». Il riferimento è al trascorso politico dello stesso Rossi: dieci anni come assessore regionale alla sanità e quattro da governatore. «Rossi si sveglia tardi – ha commentato Latrofa – e questo ritardo ci fa sorgere un sospetto: non è che questo attacco a un’eccellenza pisana serve a spianare il campo a dirigenti fiorentini come regalo a Renzi?». I militanti di Ncd hanno effettuato una prima raccolta di firme davanti all’ingresso del pronto soccorso e una seconda nei giorni scorsi al mercato di via Paparelli: «Si sono fermati molti medici – continua Latrofa – e sono imbestialiti per come sono finiti sotto accusa. Anche perché tutto il personale dell’ospedale è costretto a turni massacranti proprio a causa dei tagli lineari al personale voluti dallo stesso Rossi. L’ospedale di Pisa ha una qualità che attrae pazienti da tutta la Toscana, è normale che l’afflusso sia superiore alle altre realtà. In più ci sono altre considerazioni peculiari: da una parte i cittadini non vanno più dal medico di famiglia ma si rivolgono al pronto soccorso per casi anche minori. Poi c’e da considerare la componente studentesca: gran parte degli studenti non ha il medico di famiglia a Pisa e anche loro convergono sul pronto soccorso». «È evidente – conclude il consigliere – che di fronte allo sgretolarsi della tanto sbandierata società della salute, sia abitudine del governatore scaricare su volontari, infermieri e medici le proprie incapacità e responsabilità politiche».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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