Il Tirreno

Pisa

Ultimatum delle ditte edili «Costrette a licenziare»

di Silvia Di Mitri
Ultimatum delle ditte edili «Costrette a licenziare»

Crisi senza fine, la rabbia degli imprenditori: «Il 3 aprile abbiamo manifestato chiedendo aiuto anche alle istituzioni, ma non è arrivata alcuna risposta»

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PISA. Rischio licenziamenti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica. A lanciare l’allarme è la Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) che ricorda la pesantissima crisi in cui versa il settore: in un anno calo del fatturato del 7,8% che diventa del 9,3% per le ditte artigiane; calo ulteriore dell'occupazione del 5,5%, ma che diventa del 7,5% se si guardano le ore lavorare (dati Cassa Edile); nuova riduzione dell'1,6% anche del numero delle ditte attive.

«La Cna il 3 aprile ha lanciato un segnale di allarme con la grande manifestazione dei caschi gialli: "Portiamo i mezzi in piazza" - ricorda Andrea Zavanella, presidente provinciale Cna - Mille persone, con 300mezzi in un corteo lungo due chilometri e mezzo, con slogan e striscioni, con i caschi gialli e i fischietti, hanno chiesto lavoro vero e non lavoro nero. Hanno chiesto di poter competere alla pari avendo finalmente una pubblica amministrazione che funzioni, capace di decidere, che metta in condizione le imprese di lavorare e non di arretrare sempre di più. Con il mercato privato in frenata (nonostante gli incentivi fiscali) per molte imprese una speranza di tenuta era data dagli appalti pubblici. Ma anche in questo settore, oltre ai ritardi nei pagamenti, si continuano a vedere strategie miopi: gare al massimo ribasso vinte spesso da imprese che vengono da fuori Regione, talvolta anche sui lavori affidati in somma urgenza ed infine inviti a pioggia anche per gare di piccoli importi. È noto ai nostri imprenditori - prosegue Zavanella - come la nostra provincia veda attive ditte di tutta Italia mentre in territori anche vicini (Lucca e Livorno, per esempio) sia praticamente impossibile per le nostre imprese anche semplicemente essere invitate. Non è nostro compito giudicare chi operi più correttamente, ma il risultato è che il nostro tessuto produttivo è ormai allo stremo e le ditte locali sfinite oggi presentano il conto».

«Non sarà più un problema nostro - dicono Barbara Vannini, presidente Cna Unione Costruzioni, e Marco Ammannati presidente Cna Unione Impianti - Il prossimo passo saranno i licenziamenti. Dopo aver sostenuto sei anni di crisi di fronte alla mancanza di possibilità di lavoro, insieme alla stretta creditizia, ci troviamo a dover valutare anche scelte sofferte come quella della riduzione del personale. Una scelta faticosa, non indolore e non abituale, poiché, come più volte evidenziato, le maestranze sono state formate attraverso anni di attività e sono il cuore pulsante delle nostre imprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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