Sicurezza
Tassa sui lavatoi, il sindaco si propone come mediatore
Di Maio: «Mi auguro che i cittadini e la Provincia trovino un punto di incontro Distruggere quei manufatti per evitare di pagare il demanio idrico è sbagliato»
SAN GIULIANO TERME. «Sulla questione dei lavatoi spero che i cittadini e la Provincia di Pisa trovino un punto di incontro. Distruggerli per evitare di pagare le tasse e gli arretrati al demanio idrico è naturalmente sbagliato, in quanto si tratta di beni dall’inestimabile valore storico che nessuno può permettersi di demolire. Mi rendo però disponibile a incontrare la popolazione per decidere il da farsi». Parola del sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, dopo.
Il neo primo cittadino commenta così le forti proteste di alcuni abitanti della località pisana che in un articolo da noi pubblicato ieri si sono lamentati delle pretese della Provincia, che chiede loro il canone di occupazione demaniale del 2014 (più gli arretrati quinquennali o forse decennali) per l’utilizzo – ormai fittizio – degli antichi lavatoi che affacciano sul canale dei Mulini. Una richiesta economica, al momento non quantificata con precisione, che potrebbe superare i 1.100 euro (se viene calcolato l’importo dovuto dal 2005 ad oggi) o fermarsi a 400 (l’equivalente di cinque anni di pagamenti). Il totale da versare per il 2014, invece, ammonta a 82,50 euro.
Questa la somma che devono versare tutti i proprietari di lavatoi o terrazzini che sporgono sul fosso per meno di un metro e ventuno centimetri.
E poco importa se i panni, da quarant’anni, le persone li infilano in lavatrice.
«Ho ben chiaro che nessuno, ormai, utilizza queste pile per lo scopo originario per cui furono costruite – continua Di Maio, che ieri ha fatto visita a Fabrizio Gneri, il titolare del negozio di alimentari da noi intervistato due giorni fa – ma allo stesso tempo non voglio entrare nelle competenze degli uffici provinciali. L’unica cosa che posso fare è verificare la questione e farmi interprete dei disagi della popolazione. Senza quindi commentare l’aspetto legislativo mi rendo disponibile a un incontro con i miei concittadini».
Nel frattempo chi ha ricevuto le lettere ha già interessato gli avvocati. «Un mio vicino di casa si rivolgerà al mio stesso legale – spiega Cristina Lari, a cui i contributi venivano chiesti già del 2010 –. Io, per stanchezza, i canoni degli ultimi tre anni li già ho versati. Ora però non sono più la sola ad avere questi problemi per cui darò battaglia».
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