Sicurezza
Provette scambiate, si tratta sulla querela
Sotto processo due dottoresse e un'infermiera. L'ex paziente operato sano già risarcito dall'ospedale
PISA. È stato risarcito dall'Azienda ospedaliera, ma non ha ritirato la querela, l'imprenditore livornese a cui venne asportata la prostata sana per uno scambio di provette.
Ieri mattina l'ex paziente di Cisanello è stato sentito dal giudice Paola Giovannelli nel corso del processo a carico di due dottoresse e di un'infermiera, accusate di lesioni gravissime. L'Azienda ospedaliera versò all'uomo, 69 anni, di Livorno, 215mila euro. L'imprenditore che per l'errore medico vive senza prostata con postumi permanenti, non si è costituito parte civile avendo già avuto un risarcimento. Non ha, però, ritirato la querela che ha dato il via al procedimento penale. Le tre imputate sono accusate di lesioni gravissime per aver causato, stando alla Procura, con la loro negligenza, un intervento chirurgico di asportazione totale della prostata sana a un paziente che non aveva un tumore: avevano scambiato le provette con gli esiti della biopsia confondendo i flaconi del paziente in salute con quello affetto da neoplasia prostatica. Si tratta della dottoressa Claudia Leonetti, 62 anni, livornese, ma residente a Pisa, medico dell'unità operativa di Urologia 2 a Cisanello, difesa dall'avvocato Patrizio Pugliese; della dottoressa Irene Di Stefano, 35 anni, di Pisa, all'epoca dei fatti medico specializzando nello stesso reparto, assistita dall'avvocato Maria Luisa Bresciani; dell'infermiera Cristina Conforti, 53 anni, di Pisa, rappresentata dall'avvocato Gabriele Marroni, ieri sostituito in aula dal collega Roberto De Robertis.
Secondo quanto sostenuto dall'accusa le due dottoresse e l'infermiera, effettuando un prelievo istologico (biopsia prostatica) sul paziente, due mesi prima dell'operazione avvenuta nel febbraio 2011, inserirono nelle provette etichettate con il nome dell'uomo i campioni prelevati a un altro malato (affetto da carcinoma prostatico). Il paziente che doveva essere operato era risultato sano, anche se alla fine, fu sottoposto all'asportazione perché altri esami avevano rivelato la presenza del tumore. Le posizioni delle imputate sono diverse. Prossima udienza fissata dopo l'estate per capire se la parte offesa intende ritirare l'accusa in modo da chiudere il processo con una sentenza di non doversi procedere per remissione di querela.(p.b.)
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