Il Tirreno

Pisa

Pronto l’ostello della diocesi ma rischia di non aprire

di Gianluca Campanella
Pronto l’ostello della diocesi ma rischia di non aprire

Calambrone: tutta colpa di una fognatura che non funziona come dovrebbe Già tre gruppi prenotati. Don Barsotti: «Ci auguriamo di farcela per agosto»

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CALAMBRONE. Dopo due anni di lavori torna con una nuova veste la colonia di Calambrone gestita un tempo dai frati minori e diventa ostello della gioventù “San Giovanni Paolo II”: un progetto voluto e finanziato per intero dall’Arcidiocesi di Pisa che ha acquistato la vecchia casa di soggiorno “Santa Margherita da Cortona” (del 1967), l’ha riqualificata e ne ha affidato la gestione alla neocostituita società “San Ranieri srl”. Quest’ultima ha assunto otto dipendenti che presteranno servizio all’interno della struttura in via dei Porcari. Non è ancora decisa la data dell’inaugurazione ufficiale, ma l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto ha presentato al clero il “San Giovanni Paolo II” pochi giorni fa e ci sono già tre prenotazioni per agosto: due diocesane (la pastorale giovanile e un gruppo di Barga), più una parte degli scout romani che saranno in città per la Route 2014. Esse riguardano, appunto, la funzione principale del nuovo impianto: quella di ostello della gioventù con 84 posti letto. Inoltre c’è una sala conferenze con 100 posti a sedere che servirà per i convegni e le attività diocesane (ma non solo). Tutto questo è condizionato all’allacciamento fognario.

Com’è noto, il litorale ha un precario sistema di raccolta delle acque nere e il Comune non ha rilasciato l’autorizzazione all’utilizzo della fogna. Per ora si prosegue con «i metodi di spurgo di una volta, ma contiamo di risolvere entro fine mese» dichiara don Francesco Barsotti, economo diocesano. Che preferisce puntare l’attenzione sulle bellezze della struttura (un parco enorme, la vicina spiaggia) e descrive la promozione «a 360 gradi che stiamo facendo: abbiamo anche un sito internet e un profilo facebook per farci conoscere». All’interno nulla è stato lasciato al caso: si parte dai camminamenti del giardino e dalla piazzetta centrale di forma ellittica, realizzati con materiali compatibili con i vincoli paesaggistici; e si finisce al calcestruzzo architettonico color terra per rispettare l’armonia cromatica della natura circostante. L’attenzione c’è anche per il comfort degli ospiti: nonostante le maxi camerate da circa venti posti ognuna (la scelta è mirata alla socializzazione) c’è la possibilità di accogliere con facilità persone portatrici di handicap; e i servizi igienici sono stati rinnovati e potenziati rispetto al passato. È naturale pure una certa cura nel realizzare la parte religiosa in senso stretto – la cappella – che Benotto ha definito il «cuore» della casa di Calambrone: arredi, tabernacolo, altare e ambone provengono dalla “casa Paolo VI” di Stazzema. Due papi, quindi, coabiteranno nell’ostello, perché proprio a papa Montini sarà intitolata la cappella in occasione della sua beatificazione prevista il prossimo ottobre. Mentre papa Wojtyla, da poco santo, è stato scelto per l’intitolazione di tutta la struttura – commenta il vescovo – perché è «il papa dei giovani: un segno d’attenzione della chiesa pisana verso i ragazzi e i giovani, ai quali proporre percorsi educativi che li aiutino a maturare integralmente per giungere alla statura stessa del Cristo».

La società San Ranieri opera in vari ambiti (strutture ricettive, formazione sportiva e spirituale) e ha come socio unico la diocesi di Pisa: avrà il compito di mettere la nuova struttura in rete con le altre due case diocesane di Cisanello e Pietrasanta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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