Lutto
Concordato preventivo per la casa editrice Felici
La storica azienda editoriale in crisi si è rivolta al Tribunale fallimentare Caso Rota: presentato il piano per pagare, con quote diverse, tutti i creditori
PISA. Non solo l’edilizia alza bandiera bianca per la crisi.
Dopo le storiche società attive nel mondo immobiliare, Antonini e Rota, anche un altro nome illustre della pisanità si vede costretto a bussare in Tribunale per chiedere l’ammissione al concordato preventivo.
Debiti e libri. La Felici Editore, storica casa editrice che tra i suoi autori può sfoggiare Marco Malvaldi e Athos Bigongiali, ha presentato una richiesta di concordato preventivo. Del fascicolo si occupa il giudice delegato, Giovanni Zucconi. Da mesi la situazione della Felici Editore, sede alla Fontina di San Giuliano Terme, non era delle più floride e i tagli al personale lo avevano fatto capire. Nella richiesta di concordato non compare la Blu Book Sas, sempre di Fabrizio Felici, un’attività a sé stante di libreria al piano terra di Palazzo Blu e al primo piano con il Book Shop delle mostre permanenti, libri di cultura e arte locale, "Slow food".
I creditori. Prima di arrivare a chiedere il concordato, sono stati diversi i decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale nei confronti della casa editrice. Uno in particolare, tra i più sostanziosi a livello di importo, è stato ottenuto dal gruppo Pacini Spa nel ruolo di fornitore per la stampa dei libri editi da Felici.
La continuità aziendale. Con la richiesta di concordato e la prossima nomina del commissario giudiziale, che ancora non è stata decisa dal giudice delegato, l’attività aziendale non viene compromessa e può continuare. Uno degli effetti del concordato è quello di bloccare le azioni dei creditori in attesa della che il Tribunale affidi al commissario l’incarico di coordinamento e controllo sull’attività del debitore.
Il piano di Rota. Il Tribunale ha ammesso il gruppo Rota alla procedura di concordato preventivo nominando il dottor Francesco Poddighe commissario giudiziale.
Nel concordato figurano la societa di costruzioni “Luigi Rota”; la “Luigi Rota Costruzioni” di Rota Massimo & C. e la Ceis costruzioni edili stradali srl. L’adunanza dei creditori che dovranno approvare il piano è stata fissata per il 5 ottobre.
I pagamenti. La proposta formulata ai creditori dalla Rota prevede la cessione integrale del patrimonio aziendale nell'arco di tre anni dalla data di omologazione del concordato; il pagamento integrale delle spese di giustizia; il pagamento integrale dei crediti assistiti da prededuzione; il pagamento integrale dei crediti assistiti da privilegio mobiliare, entro due anni dalla data di omologazione del concordato; il pagamento integrale dei crediti assistiti da ipoteca, entro tre anni dalla data di omologazione del concordato.
«La soddisfazione di tali crediti viene garantita fino alla concorrenza del valore ricavato dalla cessione del bene immobile sul quale insiste l'ipoteca – si legge nel piano –. Laddove infatti si manifesti un'incapienza del valore di cessione rispetto alle somme relative al credito ipotecario la somma eccedente verrà soddisfatta nella stessa percentuale offerta ai creditori chirografari».
Chirografari al 21 per cento. Il pagamento delle somme dovute ai creditori chirografari viene proposto nella misura del 21% dei rispettivi crediti, entro tre anni dalla data di omologazione della procedura di concordato.
Pietro Barghigiani
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