Sicurezza
Due patteggiamenti e una condanna per rapine in banca
I tre andarono nella stessa agenzia due volte in dieci giorni Traditi dall’auto presa a noleggio per fare i colpi
PISA. Due patteggiamenti a 2 anni e una condanna a 3 anni e 3 mesi di reclusione per le rapine consumate nel maggio 2013 ai danni della filiale di Ripafratta del Banco Popolare.
Roberto Palumbo, 31 anni, di Pollena Trocchia (Napoli), domiciliato a Castiglione delle Stiviere (Mantova) ed Elisa Lonardi, 28 anni, di Desenzano del Garda, residente a Carpenedolo (Brescia), hanno definito la loro posizione con un patteggiamento a 2 anni con la sospensione condizionale. Pubblico ministero, Paola Rizzo.
Daniele De Rosa, 32 anni, di Nocera Inferiore, ma residente a Castiglione delle Stiviere, ha scelto il dibattimento in aula concluso con una condanna a 3 anni e 3 mesi pronunciata dalla prima sezione penale del Tribunale (presidente Murano, a latere Poggi e Bencivinni).
I tre avevano voluto rapinare a volto scoperto la stessa banca due volte in dieci giorni alternandosi nel ruolo di palo.
E all'ultimo colpo si erano presentati con un'auto presa a noleggio il cui numero di targa, appuntato da un passante, era stato fondamentale per scoprire la banda che avevano rapinato il Banco Popolare di Ripafratta: 6.500 euro il primo raid e 8.500 il bottino del secondo.
Al fermo dei tre i carabinieri erano arrivati dopo alcuni accertamenti scaturiti dall'acquisizione degli estremi della targa di un'Alfa Romeo Mito vista fuggire dopo la rapina al Banco Popolare. I carabinieri risalirono alla proprietà del veicolo e si accorsero che apparteneva a una società di autonoleggio che si trova nei pressi dell'aeroporto.
L'intestataria del contratto era Elisa Lonardi, incensurata. A quel punto cercarono di capire cosa ci facesse in città la giovane lombarda. E così accertarono tra il 17 e il 18 maggio aveva soggiornato in un hotel cittadino in compagnia di Daniele De Rosa, con precedenti per rapina. Era il contatto che serviva per legare una presenza sospetta alle due rapine.
La svolta alle indagini giunse proprio mentre i carabinieri erano nell'agenzia di autonoleggio.
L'impiegata ricevette una telefonata. Era un uomo che annunciava la riconsegna dell'Alfa Mito nel pomeriggio e chiedeva la disponibilità di un altro veicolo di grossa cilindrata.
Agli investigatori non restò che attendere l'arrivo dei tre che dopo qualche ora vennero circondati e portati in caserma. Addosso agli arrestati furono trovati 2.850 euro in contati.
Mentre in uno sportello laterale saltò fuori il taglierino usato per i colpi del 17 maggio e del 27 maggio 2013 ai danni della stessa agenzia bancaria. I tre ammisero i fatti aggiungendo di aver comprato e fatto uso di cocaina dopo le rapine. De Rosa con parte del bottino comprò anche un anello a Elisa Lonardi.
I riconoscimenti fotografici chiusero le indagini che in aula sono diventate due patteggiamenti e una condanna.
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