Toscana
Via al dragaggio della sabbia poi una pista fino agli scogli
PISA. Il cantiere comincerà davvero ad animarsi in questa settimana, con l’arrivo di una draga per il pompaggio della sabbia. Il progetto prevede infatti, prima di riversare la ghiaia, un dragaggio...
PISA. Il cantiere comincerà davvero ad animarsi in questa settimana, con l’arrivo di una draga per il pompaggio della sabbia. Il progetto prevede infatti, prima di riversare la ghiaia, un dragaggio di 40mila metri cubi di sabbia, finalizzato alla regolarizzazione del profilo del fondale, prelevati a circa 400 metri dalla riva e convogliati in prossimità della battigia. Si svolgerà poi la parte principale, se non l’unica, che avviene da terra. Per poter poi permettere le lavorazioni via mare, la ditta appaltatrice dovrà realizzare una pista (in corrispondenza dell’attuale scivolo di alaggio) in modo da creare una zona di conferimento del materiale sassoso, che sarà portato con le barche. Scogli e ghiaia arriveranno dal porto di Marina di Carrara via mare: secondo le stime, questo eliminerà disagi al traffico di Marina, visto che le oltre 80mila tonnellate di materiali avrebbero richiesto ben 4.000 viaggi da parte di camion.
C’è poi un altro versante aperto e anche questo vede Provincia e Comune fronteggiarsi. «Abbiamo sollecitato lo spianamento delle spiagge di ghiaia esistenti», dice il vicesindaco Ghezzi. Sulle spiagge tra piazza Sardegna e piazza Gorgona, per effetto delle mareggiate, si è formata come ogni anno una sorta di cresta: la ghiaia si rialza e accumula per contenere la forza del mare. Per i bagnanti può essere un fastidio. Ma perché ancora non è stato fatto lo spianamento, intervento che costa circa 10mila euro? Perché la Provincia, in odore di ridimensionamento e con tagli statali al bilancio, ha faticato a trovare la cifra. La giunta ha deliberato in questo senso pochi giorni fa; e in questa settimana dovrebbero essere eseguiti i lavori.
Su questo versante, le polemiche con il Comune sono antiche. «Questa è un’opera di difesa, si potrebbe anche non chiamare spiaggia», è stato spesso detto. Domanda conseguente: perché il Comune non prende in carico le spiagge di ghiaia per assegnarne la gestione, anche ai fini della balneazione? Qui si torna alle famose proposte dei Punti Blu, avanzate periodicamente dalle associazioni del commercio. Ma un accordo non è mai stato trovato.
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