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Pisa

Pronto soccorso intasato «Mancano i posti letto»

di Stefano Taglione
Pronto soccorso intasato «Mancano i posti letto»

Il Nursind: «Nei reparti non c’è spazio e i codici gialli sostano a lungo nei corridoi» L’Ordine dei medici: «La gente preferisce aspettare per avere una visita gratis»

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PISA. «I pazienti stipati nei corridoi dei pronto soccorso sono tutti codici gialli. Sono i casi più difficili da gestire, perché noi infermieri abbiamo l’obbligo di controllarli ogni mezzora. Spesso restano al triage 24–36 ore perché in ospedale non ci sono posti letto per ricoverarli e, non potendo dimetterli, aspettano diverso tempo sulle barelle». A dirlo è il sindacalista del Nursind di Pisa, Daniele Carbocci, all’indomani della nostra inchiesta sugli eccessivi tempi di attesa del Dea di Cisanello.

«Il codice rosso è il più banale da gestire - spiega Carbocci - in quanto viene visitato subito. Il giallo invece porta via più tempo. Inoltre, con gli infermieri e le altre professionalità sotto organico, tutto si complica. Noi siamo nove per turno. All’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, l’unica che può essere paragonata alla nostra, sono almeno 3-4 in più. Siamo in difficoltà - continua Carbocci -: questa catena rende il lavoro più lento e stressante». L’affollamento dei corridoi del triage, quindi, si collega direttamente al taglio dei posti letto, che la Regione Toscana ha portato a 3,1 ogni mille abitanti. «Il governatore Rossi conosce perfettamente la situazione - continua Carbocci - e non può prendersela con noi. Se siamo in crisi è a causa delle drastiche sforbiciate, visto che la spending review del governo aveva abbassato il rapporto posti letto-abitanti a 3,7, più di quanto deciso in Toscana».

Secondo il rapporto del Mes - il laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, che per conto della Regione esamina il nostro sistema sanitario - il dipartimento emergenza-urgenza di Cisanello è il più lento nel gestire i codici gialli, nonché quello con i tempi di attesa più elevati. Solo un’urgenza su tre, infatti, viene presa in carico dai medici entro mezzora. «I dottori dovrebbero essere un 40% in più - spiega il cardiochirurgo e sindacalista dell’Anaao, Gerardo Anastasio - ma per snellire le code occorre l’aiuto dei medici di famiglia. Con il completamento del progetto delle case delle salute, che prevede i poliambulatori, i pazienti non intaserebbero i pronto soccorso. Peccato che per queste strutture non sia stato previsto il turno notturno. In ogni caso - conclude Anastasio - già così ci sarebbe un miglioramento».

D’accordo il presidente dell’Ordine dei medici di Pisa, Giuseppe Figlini. «Finché tutto rimarrà inalterato - spiega - la gente preferirà farsi visitare gratis al pronto soccorso aspettando qualche ora anziché attendere mesi per un appuntamento specialistico. Le persone lo hanno capito e l’unica soluzione sono le associazioni funzionali territoriali (le cosiddette case della salute). Solo così - conclude Figlini - il nostro sistema sanitario potrebbe decongestionare in parte i pronto soccorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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