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«Non possiamo neanche vedere il tramonto»

«Non possiamo neanche vedere il tramonto»

Protestano i commercianti del lungomare: «Speriamo che almeno ad agosto tolgano le barriere»

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MARINA. Gli esercenti del lungomare di Marina sono sul piede di guerra. I lavori di riqualificazione del litorale sono iniziati: gli operai hanno posizionato, vicino agli scogli, i primi blocchi di cemento nel tratto compreso tra via Francardi e piazza Gorgona. Una barriera di cemento con sopra dei pannelli raffiguranti l’orizzonte e il mare: riprodotto su tali divisori un panorama che in questo tratto rimane nascosto. «Non potevano iniziare questi lavori a gennaio? - ci si chiede al Bar Gorgona -. Questi orrendi blocchi di cemento impediscono ai turisti di prendere il sole sugli scogli. Un disastro. Qui davanti solitamente ci sono almeno 100-150 bagnanti. E ora non possiamo neanche vedere il tramonto».

Simona Rindi, proprietaria di vari fondi (ha aperto un negozio di abbigliamento da tre mesi), dice: «L’inizio dei lavori, previsto a metà maggio è stato posticipato al 25 giugno. Una situazione inaccettabile, noi commercianti abbiamo consultato i nostri legali e avanzeremo una diffida al Comune. Ci riserviamo di far pagare a chi abbiamo eletti i danni che inevitabilmente subiremo nei prossimi due mesi».

Nel fine settimana i cantieri sono chiusi e i bagnanti si sdraiano sugli scogli in prossimità e anche all’interno delle aree recintate. «Non potevano iniziare i lavori a settembre, visto che ad agosto gli operai sono in ferie e che rientreranno il 5 settembre? Chiediamo fermamente che vengano almeno smontate queste barriere alte 3 metri, in modo da poter vedere il mare - aggiunge Rindi, che è anche presidente del comitato No Ghiaie -. Questa dovrebbe essere una riqualificazione? E di cosa? Il Comune ha preso decisioni che bloccano le piccole imprese, già gravemente colpite dalla crisi».

Domani è previsto un incontro con alcuni responsabili del Comune e dei cantieri. «Che senso ha chiedere un incontro con gli esercenti dopo aver dato già avvio alle operazioni?», chiede ancora Simona Rindi. Osservando attentamente la riproduzione del panorama, che è ripetuta più volte lungo i suddetti pannelli, si può notare un’imbarcazione che sembra in fiamme: una metafora del sentimento di molti residenti.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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