Il Tirreno

Pisa

Avvio dei lavori in ritardo per la ditta rischio penali

di Francesco Loi
Avvio dei lavori in ritardo per la ditta rischio penali

Il nulla osta concesso il 7 maggio: ora deve essere rivisto il cronoprogramma Caso paratie: saranno installate per metà area di cantiere e poi spostate

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PISA. «Le paratie sul lungomare non sono per tutto il cantiere, ma solo su metà tratto per volta». Ovvero 250 metri, più o meno, anziché 500 di recinzione-barriera che impedisce di vedere mare e orizzonte. Si tenta la strada della mediazione dopo le polemiche scoppiate a Marina con l’allestimento del cantiere per la realizzazione delle nuove spiagge di ghiaia, tra piazza Baleari e piazza Gorgona. Basterà? Una risposta certa al momento non c’è.

Tra Provincia (ente che ha affidato i lavori) e Comune (ente finito nel mirino delle critiche) si sta cercando di capire cosa fare. Anche tra loro. «Dalla Provincia è stato chiesto di poter utilizzare i mesi estivi per svolgere i lavori nelle migliori condizioni climatiche, e questo è comprensibile. Ma come si possono sfruttare i mesi estivi se si apre il cantiere a luglio?», si chiede il vicesindaco, con delega al litorale, Paolo Ghezzi. E ancora: «Avevo già chiesto di fare un sopralluogo, scrivendo una lettera alla Provincia: si poteva effettuare prima». Prima cioè di sentirsi dire da abitanti di Marina, commercianti, turisti, forze politiche che il cantiere così non va.

Il sopralluogo ci sarà domani da parte del direttore generale della Provincia, Giuliano Palagi, e di Ghezzi. Martedì riunione nella sede della Provincia con il presidente Andrea Pieroni. Al centro della discussione, gestione del cantiere e tempi di lavoro dell’impresa aggiudicataria (un’associazione composta da Varia costruzioni srl, consorzio stabile Pelagus s.c.a.r.l, Tognetti Fabio). «Con riferimento a entrambe le problematiche e al fine di mitigarne i conseguenti disagi, l’amministrazione sta valutando possibili soluzioni», si legge in una nota della Provincia.

Per le paratie, i margini di manovra sono relativi. Il cantiere prevede queste barriere fonoassorbenti per limitare il rumore, sulla strada e nelle case del lungomare, quando sarà rovesciata la ghiaia per formare la spiaggia. Le modalità di lavoro prevedono poi di agire su metà area per volta, così da lasciare sempre libero alla vista almeno il 50 per cento della zona di cantiere. Qualcuno propone anche finestre o, meglio, alcuni varchi nella recinzione per attenuarne l’impatto.

La questione dei tempi è diversa. La Provincia aveva insistito per svolgere i lavori nella buona stagione dovendo avvenire gli interventi quasi esclusivamente via mare (a vantaggio del traffico di Marina). L’intenzione è anche quella di evitare contrattempi dovuti alle mareggiate nel periodo invernale, come era avvenuto con gli allagamenti in via Crosio. All’associazione di imprese i lavori erano stati formalmente assegnati il 7 maggio scorso: il problema è che il cantiere è stato predisposto quasi due mesi dopo.

Nel mezzo ci sono state due lettere di sollecito da parte dell’amministrazione provinciale. Secondo quanto previsto dal contratto, i lavori (dal costo complessivo di 2 milioni e 800mila euro), devono avere una durata di 210 giorni. Se le ditte non riescono a completare l’intervento nei tempi stabiliti (oltre alla realizzazione della spiaggia si tratta soprattutto di rendere sommerse e potenziare le scogliere), scatta il pagamento di penali.

Le possibilità di un recupero ci sono, a detta dei tecnici. Ma il ritardo comporterà comunque una revisione del cronoprogramma e questo sarà uno dei principali punti della riunione in Provincia. Una cosa però sembra sicura: il piano prevede la sospensione dei lavori per tutto il mese di agosto. E questo sarà rispettato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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