Il Tirreno

Pisa

Calci: cinquemila firme per salvare la Certosa

di Pier Luigi Ara
Calci: cinquemila firme per salvare la Certosa

“I luoghi del cuore”: una grande mobilitazione di cittadini e istituzioni Prosegue l’attività del comitato per non perdere un grande patrimonio

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CALCI. 5000 firme, forse più che meno, raccolte nell’ambito del progetto “I luoghi del cuore”. 5000 firme, una cifra straordinaria di sottoscrittori per salvare la Certosa, che versa in un avvilente degrado in conseguenza della mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il rischio è di vedere andare perduto un patrimonio storico e artistico di inestimabile valore. Finora tante belle promesse, intenzioni ripetute ma di concreto poco o niente si è fatto. Un apposito comitato, che si è costituito, sta intensificando la propria attività per rendere il problema Certosa di valenza regionale e nazionale. La gente risponde alla grande, come si è visto alla sagra paesana, che si è svolta in Val Graziosa negli ultimi due fine settimana, alla festa delle società sportive di Uliveto terme, al gioco del Ponte a Pisa, al teatro Verdi tra il pubblico presente al saggio di danza della scuola Bodylab e sempre al teatro pisano in occasione di un altro evento. Il direttore del teatro Verdi ha annunciato che metterà a disposizione un locale fino a novembre con il permesso di mettere un banchetto nel foyer in occasione di tutti gli spettacoli in calendario.

Prossimi appuntamenti con il grosso pubblico oggi, domani e domenica alla festa della Sardegna e alla festa di Nicosia, in calendario questo mese. Coinvolti il polo tecnologico e la Camera di Commercio di Pisa.

Commenta Stefano Lonati, responsabile del Molendino, che è in prima fila nella campagna per le adesioni: «L’attività l’abbiamo definita una sorta di volontariato a favore del patrimonio storico artistico della nazione, oltre che del paesaggio, ai sensi dell’articolo 9 della Costituzione, data la meravigliosa collocazione del complesso monumentale nella cornice della Valgraziosa, all’ombra del monte pisano. L’intento è far emergere nell’ambito della’intera comunità, e non solo quelle persone già attive sul territorio, quello spirito di appartenenza così poco italiano. Tutti possiamo e dobbiamo fare di più».

La referente del comitato è Fabiola Franchi (cell. 335 5854401), la sede del comitato presso Calci.it in via Roma 9 a Calci, punto di riferimento Ferruccio Bertolini.

Dice Fabiola Franchi: «La raccolta delle firme è un momento molto significativo che consente tra l’altro di intrecciare relazioni umane con i cittadini di ogni estrazione sociale. Ecco per esempio il disoccupato, incontrato all’Arci al Pieve, il quale ha spiegato come in Italia per lui sia impossibile trovare occupazione e sarà costretto a tornare in Sudafrica per lavorare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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