Sicurezza
Arrivi a Cisanello, ti visitano al S. Chiara
Per le urgenze di ginecologia chi si presenta al nuovo ospedale viene portato in ambulanza nel vecchio presidio
PISA. «Al pronto soccorso non c’è uno specialista ginecologo e chi ci si reca per urgenze deve essere riportata al Santa Chiara».
Il caso lo sollevano Daniele Carbocci del Nursind e Gerardo Anastasio dell’Anaao, rispettivamente del sindacato degli infermieri e dei medici.
«È eclatante che il nuovo super pronto soccorso, non abbia un solo medico specialista ginecologo o personale infermieristico dedicato – dice Carbocci – e questo va a discapito di ritardi per l’utenza, attese nei corridoi, carico di lavoro in più per tutti». La cosa ancora più inefficiente dal punto di vista organizzativo, è che chi si reca per un’urgenza ginecologica al pronto soccorso di Cisanello deve essere trasportato poi in ambulanza alla ginecologia che è a Santa Chiara. Tradotto, vuol dire far aspettare le pazienti nei corridoi in attesa di un’ambulanza che le trasporti attraversando l’intera città.
«È un problema organizzativo eclatante – dice Carbocci – e non va sottaciuto che questa inefficienza ha anche dei costi vivi non indifferenti visto che il trasporto in ambulanza ora lo si paga a viaggio». La donna che ha un problema ginecologico dunque aspetta per la visita, e poi aspetta nuovamente in un corridoio per essere trasportata al Santa Chiara e lì, aspetta un’altra volta. L’Anaao, attraverso il suo segretario provinciale Anastasio è ancora più esplicito e dichiara: «Nonostante avessimo denunciata l’urgenza della questione anni fa, al momento, se una gravida arrivasse al nuovo DEA in procinto di partorire lo farebbe senza personale ginecologico e ostetrico specializzato, presente a circa 30’ minuti di distanza all’ospedale Santa Chiara e non attivabile se non dopo lunghi periodi. Anche il nascituro, se prematuro, beneficierebbe delle cure del neonatologo solo dopo molto tempo!»
Il sindacalista aggiunge: «Non stiamo chiedendo di riempire il pronto soccorso di medici specialisti ma gli specialisti devono raggiungere il malato entro 15 minuti».
A tal proposito, Anastasio era ieri reduce dall’incontro con la direzione aziendale e sembra di essere arrivati ad un accordo. «Un cercapersone in ogni reparto ospedaliero potrebbe aiutare lo specialista a raggiungere il pronto soccorso in caso di chiamata – dice Anastasio – e questa cosa non mi sembra di così difficile realizzazione». Oltre alla consulenza o all’intervento ginecologico che necessita di una vista o consulenza specialistica, si presenta lo stesso problema anche per un’altra area specialistica e cioè la cardiologia. Qui l’evidenza di una mancata efficienza organizzativa, è un po’ meno eclatante ma c’è. Il paziente con problematiche cardiache, se necessita di una consulenza o visita specialistica, deve essere trasportato nuovamente in ambulanza anche se il viaggio che fa è più breve perché non deve andare al Santa Chiara ma dall’edifico 31 al 10. Ma comunque deve di nuovo aspettare l’ ambulanza.
«Il problema è sempre quello – dicono dal Nursind – e cioè che sono i medici a dover andare dal paziente e non viceversa ma ciò non può avvenire perché alcuni primari si rifiutano di tenere un medico specialista di turno al pronto soccorso». E allora continua questa staffetta di ambulanze che fanno la spola tra edifici o peggio ancora tra Cisanello e Santa Chiara dove ci sono ancora nei vecchi padiglioni, ginecologia, pediatria e psichiatria. Tutto ciò si ripercuote sia sull’utenza che sul clima infuocato che devono respirare infermieri e medici che oltre a fare il loro lavoro devono “placare” gli animi di pazienti che dopo lunghe attese devono essere trasportate in ambulanza in un altro ospedale.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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