La protesta
Trasporto disabili, il M5s fa un esposto in procura
PISA. Il Movimento 5 Stelle va all’attacco del Comune sul trasporto pubblico degli alunni disabili. Storia di un accordo saltato e di carte bollate: «Nella riunione dei capigruppo – spiega Gianfranco...
PISA. Il Movimento 5 Stelle va all’attacco del Comune sul trasporto pubblico degli alunni disabili. Storia di un accordo saltato e di carte bollate: «Nella riunione dei capigruppo – spiega Gianfranco Mannini, consigliere comunale pentastellato - che ha preceduto il consiglio comunale del 19 giugno avevamo raggiunto un accordo per la presentazione di un ordine del giorno congiunto con la maggioranza per garantire il trasporto degli alunni disabili gratuito. Appena giunti in aula invece il Pd si è staccato e ha votato contro mantenendo una situazione che è contro la legge». I consiglieri del Movimento hanno deciso di reagire: esposto alla Procura della repubblica per accertare la sussistenza di comportamenti penali nei confronti di Società della salute, giunta e consiglieri di maggioranza, esposto al difensore civico regionale e diffida al presidente della Società della salute. «Il trasporto scolastico dei disabili – continua Mannini – non può essere a pagamento e sicuramente non può essere agganciato all’Isee della famiglia. Per questo motivo abbiamo deciso di proseguire questa battaglia». Pronta la risposta del Comune da parte della presidente della Società della salute ed assessore alle politiche sociali Sandra Capuzzi: «Nessun riferimento legislativo presentato da Mannini parla di gratuità ma di compartecipazione: per dare l’ordine delle cose il Comune spende per il trasporto scolastico oltre un milione di euro e la partecipazione delle famiglie con disabili è di 350 euro l’anno totali. Stiamo parlando di famiglie con redditi oltre i 60mila euro l’anno e i 350 euro è la somma del loro contributo. Noi garantiamo l’integrazione e il trasporto come è giusto e stabilito dalla legge, se poi vogliamo garantire la gratuità totale siamo disposti a parlarne ma le cifre sono queste».
Luca Lunedì
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