Il Tirreno

Pisa

Sapienza, il rettore accelera i tempi «È una ferita aperta»

di Gianluca Campanella
Sapienza, il rettore accelera i tempi «È una ferita aperta»

I progetti preliminari saranno presentati al cda del 23 luglio Per riaprire lo storico edificio serviranno almeno 9 milioni

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PISA. Nel cda del prossimo 23 luglio il rettore Massimo Augello porterà i progetti preliminari per tutti gli interventi da effettuare sul palazzo della Sapienza, con l’intento di convertirli in definitivi entro tre o quattro mesi e far partire i bandi per gli appalti. L’ordine del giorno del consiglio d’amministrazione non è ancora pubblico e quindi i membri del board accademico non sanno di questa accelerazione, ma i progetti sono pronti e una prima approssimativa stima dei finanziamenti necessari è di circa 7,5 milioni di euro più Iva. Riaprire l’edificio storico in piazza Dante costerà quindi circa nove milioni e il nodo dei fondi è quello da risolvere. «Faremo il giro delle sette chiese e andremo anche in Regione», annuncia Augello, che al momento constata: «Non abbiamo ottenuto segnali fortissimi» dai vari enti locali e istituzioni che potrebbero metter mano al portafoglio. Tuttavia c’è stata almeno «l’attenzione verso un impegno pluriennale da parte del Mibact», ministero dei beni culturali, su cui il rettore conta per due motivi: intanto come “condomino” della Sapienza sarebbe tenuto pro quota alla partecipazione delle spese; va ricordato, infatti, che circa un terzo della superficie dell’immobile è occupato dalla Bup, Biblioteca universitaria, che è sotto tutela di quel ministero. Inoltre, la struttura quattrocentesca è un palazzo storico e per questo «ci attendiamo» un ulteriore contributo da Roma. In ogni caso l’Ateneo farà la sua parte, perché secondo Augello «la Sapienza è una ferita grossa che sente l’Università prima ancora della città tutta: è la nostra priorità». Non a caso altri ambiziosi progetti di mandato sono stati ritardati per concentrare lo sforzo economico e umano sul recupero del palazzo che un’ordinanza sindacale del 29 maggio 2012 ha chiuso per criticità strutturali, aggravate dal terremoto in Emilia. A proposito di mandato, il rettore sarà in carica fino all’ottobre del 2016 ed è sua ferma intenzione riaprire la Sapienza prima della scadenza, al punto che scherza (ma neanche troppo): «Abbiamo già preso contatti con il tenore Andrea Bocelli per il concerto di inaugurazione». A chi gli chiede se due anni non siano troppi, Augello risponde con una provocazione: «Potremo fare una finzione d’apertura, senza servizi, perché i vigili del fuoco non darebbero mai l’agibilità a un luogo in cui ci sono cantieri. Ma due, tre anni in una storia plurisecolare non sono niente. L’importante è eseguire tutti i lavori che mettano in sicurezza il palazzo», consentendogli di resistere ancora a lungo. Lo scopo è chiaro: «Il progetto funzionale esalta il “luogo Sapienza” come sede di una grande biblioteca del Mibact – la Bup – e di una grande biblioteca giuridica finalmente riunificata». Il progetto funzionale è uno dei due preparati dal dipartimento di Ingegneria per disegnare il futuro della Sapienza e prevede il nuovo assetto delle funzioni; come si vede dalle parole del rettore, c’è posto per entrambe le anime che sono convissute nel palazzo: la Bup e la ex facoltà di Giurisprudenza, poiché «tutte le incomprensioni del passato sono superate. Abbiamo sempre preferito non replicare alle falsità e agli attacchi». L’altro progetto in agenda nel prossimo cda è quello strutturale, che indica nel dettaglio gli interventi a fondamenta, tetti e impianti, sulla base delle prescrizioni contenute nella perizia presentata il 20 dicembre scorso a Roma. La «fase di accelerazione» si è concretizzata grazie a un tavolo comune in cui tutti i soggetti coinvolti si incontrano con una certa frequenza: prima ogni passaggio singolo richiedeva mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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