La manifestazione
Presa a testate e violentata: condannato
Sentenza di 10 anni. La donna in aula: «Mi ruppe il naso e le costole, poi mi stuprò»
PISA. «Mi abbracciò all’improvviso e prima che potessi liberarmi iniziò a prendermi a testate in faccia. Caddi a terra. Mi tolse i pantaloni, poi mi violentò». Nell’aula del Tribunale il racconto della giovane è interrotto più volte dalle lacrime.
Sono attimi che cristallizzano un dolore liquido sul volto della donna. Un ricordo necessario per il processo quello cui si sottopone nel rievocare lo stupro subìto. È lei la donna di 38 anni che la sera del 29 dicembre 2010 per una ventina di minuti affrontò l’incubo di un pestaggio accompagnato da una violenza sessuale. Per quell’episodio e per lesioni gravi la seconda sezione penale del Tribunale (presidente Salutini, a latere Degl’Innocenti e D’Auria) ha condannato a 10 anni Rahal Nasrallah, 41 anni, marocchino, difeso dall’avvocato Riccardo Ghilli.
È stata accolta la richiesta del pm, Antonio Giaconi che nella sua requisitoria per la brutalità dei fatti ha escluso la concessione di qualsiasi tipo di attenuanti all’imputato.
La storia risale alla sera del 29 dicembre 2010. Lo scenario è quello di Migliarino, un sottobosco popolato da pusher nordafricani. La 38enne, che all’epoca faceva l’operaia e viveva a Lucca, con un’amica va a comprare cocaina. Conosce quello che sarà il suo aguzzino. Si fa chiamare Aldo. Quel giorno il pusher è ubriaco. L’aggredisce e la violenta. Poi fugge. A maggio viene ferito da un pusher rivale con un colpo di pistola. Va in coma e si risveglia a luglio. Apre gli occhi e gli notificano l’ordine di arresto per la violenz a sessuale. E’ sulla sedia a rotelle e viene curato all’ospedale Versilia. Si rimette in sesto, giusto in tempo per fuggire di nuovo. E’ stato condannato in contumacia.
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