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Pisa

L’imputato arrestato dopo un ferimento dal coma alle cure in ospedale fino alla fuga

PISA. Lo Stato gli ha garantito le cure in grado di rimetterlo in sesto dopo un rischio di paralisi. E sempre lo Stato lo ha condannato a 10 anni. Ma se Rahal Nasrallah ha avuto modo di beneficiare...

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PISA. Lo Stato gli ha garantito le cure in grado di rimetterlo in sesto dopo un rischio di paralisi. E sempre lo Stato lo ha condannato a 10 anni. Ma se Rahal Nasrallah ha avuto modo di beneficiare della sanità italiana, non altrettanto si rivelerà rispettoso di una sentenza che lo vede colpevole del reato di violenza sessuale. Da tempo il pusher è sparito dalla circolazione. Non è escluso che sia tornato nel suo Paese.

La sua cattura la si deve a una gang rivale nel mondo dello spaccio con la quale il marocchino arrivò a scontrarsi.

Nel maggio 2011, a quattro mesi dalla violenza ai danni della donna che si era rivolta a lui per comprare cocaina, Rahal fu massacrato con bastoni e mazze chiodate e ferito al petto da un proiettile sparato da un tunisino per questioni di droga. Gli inquirenti lo stavano cercando. Lo trovarono privo di conoscenza alla Bufalina. Ci avevano pensato gli altri pusher a renderlo innocuo. Finì in coma all’ospedale Versilia. A luglio il risveglio con la notifica di un ordine di arresto per quei reati che ieri si sono tradotti in una condanna.

Dopo aver passato settimane in coma al Versilia, Nasrallah rimase per lungo tempo sulla sedia a rotelle. I medici temevano che avesse perso l’uso delle gambe. Le cure, però, funzionarono molto bene. Al punto che il marocchino, una volta in grado di camminare senza difficoltà, fece perdere le sue tracce diventando un latitante e ora un condannato in contumacia.(p.b.)

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