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la lettera

E Augello chiede a Renzi un piano per i giovani

PISA. «L’Università può essere motore di sviluppo del Paese attraverso le sue tre missioni: didattica, ricerca e trasferimento tecnologico. Tutti dobbiamo credere di più nel sistema accademico...

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PISA. «L’Università può essere motore di sviluppo del Paese attraverso le sue tre missioni: didattica, ricerca e trasferimento tecnologico. Tutti dobbiamo credere di più nel sistema accademico italiano». Così il rettore Massimo Augello spiega cosa c’è dietro la lettera aperta al governo, anticipata ieri dal “Tirreno” e pubblicata sul quotidiano torinese “La Stampa”. L’idea è stata di «rivolgermi direttamente al premier Matteo Renzi e al ministro dell’università Stefania Giannini, perché il risultato delle europee ha consolidato il governo, che per quella affermazione elettorale ha scelto come chiave di lettura “il senso di responsabilità”». Bene, il professore si chiede: «Qual è in Italia il problema dei problemi? Il mercato del lavoro. Ci sono tassi di disoccupazione in media elevati e in particolare quello giovanile tocca il 50%». Ecco l’appello «giocato dialetticamente» su una constatazione: «Il 90% della ricerca è universitaria. Se rilanciamo il sistema degli atenei, rilanciamo anche la competitività dell’Italia». Augello ci tiene a specificare che non è una richiesta «corporativa: in Francia e Germania, nostri competitori diretti, hanno capito e investono sull’università molto più che da noi». Pertanto l’intervento pubblico del rettore «torna su un cavallo di battaglia: se questa problematica non investe a tutto tondo il Paese, rischiamo di arrancare sperando nella sensibilità di questo o quel politico. Invece siamo l’unico ente certificato, grazie all’agenzia di valutazione Anvur, che potrebbe godere di un’autonomia responsabile anche sul piano finanziario». In concreto, il rettore chiede «sburocratizzazione, che è una riforma a costo zero; e un piano straordinario delle assunzioni, che passi dall’abolizione del blocco del turn over». Per questo sì ci vogliono soldi: «Non voglio criticare il passato, ma la politica è refrattaria e periodicamente va declinata una richiesta d’attenzione. La lettera aperta è un modo diverso per farlo, visto che quest’anno è previsto un altro taglio di 170 milioni». Insomma, Augello per ora dà massimo credito a Renzi e Giannini, che hanno la forza e il consenso per fare; ma lancia un grido d’allarme in cui sente di coinvolgere tutta la conferenza dei rettori: «Ognuno di noi in Crui ha il dovere di dire la sua, per non lasciare tutto l’onere sulle spalle del presidente Stefano Paleari. In questo caso, però, il presidente ha visto il testo prima ed era contento». (g.c.)

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