Il Tirreno

Pisa

Università, Augello si appella al governo: ci dedichi attenzione

di Gianluca Campanella
Università, Augello si appella al governo: ci dedichi attenzione

Lettera aperta dopo la conferenza dei rettori a Roma «Nuovo sistema per assegnare le risorse e per assumere»

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PISA. Il rettore Massimo Augello ha scritto una lettera aperta in cui chiede più attenzione verso il mondo dell’università: l’intervento è rivolto in primo luogo agli esponenti del governo e riprende le parole che lo stesso Augello ha pronunciato lo scorso 19 giugno a Roma, durante la riunione della Crui, conferenza dei rettori. In quella sede, il ministro dell’università Stefania Giannini era ospite dell’assemblea generale della Crui e ha toccato alcuni punti cruciali del sistema accademico nazionale, tra cui la necessità di un piano straordinario per l’assunzione di giovani ricercatori.

Ciò va incontro (ma sono solo i primi timidi passi) alle richieste dei rettori, che sin dal 15 febbraio 2013 avevano preparato una sorta di vademecum in sei punti per il rilancio dell’università. Le proposte erano state rilanciate a Pisa da Augello, Fabio Beltram e Pierdomenico Perata, rettori rispettivamente di Ateneo, Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant’Anna ed erano un appello al futuro premier. Sono passati più di sedici mesi e due capi di governo (Enrico Letta e Matteo Renzi), ma ancora non se ne vede piena attuazione. Il rettore non cerca lo scontro, anzi riconosce i miglioramenti; ma non può non notare quanto sia differente l’atteggiamento e la mentalità che in Italia circonda il mondo accademico rispetto a quanto avviene all’estero.

«Se vi fosse una Maastricht delle Università, noi saremmo ormai fuori dall’Europa» diceva l’appello del febbraio 2013 e tutt’oggi le università nazionali conferiscono circa 10mila titoli di dottore di ricerca l’anno – pochi nel confronto continentale – riuscendo poi ad assumerne appena 700. Quindi ben vengano il rilancio dei dottorati e i margini più ampi di autonomia garantiti da Giannini. Ma per realizzare ciò, è necessario dare seguito anche alle altre promesse: un nuovo sistema di ripartizione delle risorse, basato sui costi standard e sulla premialità, che preveda percorsi per gli atenei in difficoltà; e la rivisitazione del meccanismo dell’assegnazione dei punti-organico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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