Il Tirreno

Pisa

Luca parla col mondo attraverso il computer «Laurea sfida vinta»

di Roberta Galli
Luca parla col mondo attraverso il computer «Laurea sfida vinta»

Una grave sindrome non gli permette di comunicare bene «Ma ora che sono dottore la mia autostima è al massimo»

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PISA. Da lunedì Luca è dottore in Discipline dello spettacolo e comunicazione. Una laurea conseguita con il massimo dei massimo dei voti: 110 e lode, ma con un significato che va bene oltre il titolo e il pezzo di carta, perché Luca Razzauti, 27 anni livornese, è una persona speciale, di quelle alle quali la vita non ha regalato molto, ma che con tenacia, forza di volontà ha combattuto e vinto una battaglia che lo ha portato ad aprire una porta che può rappresentare una speranza per tanti altri giovani come lui. Sì, perché Luca, con alle spalle un diploma di perito turistico, con un passato da boy scout, una passione sfrenata per la musica e tantissimi interessi, è affetto dalla nascita dalla Sindrome di Martin Belle, meglio conosciuta con "X Fragile", una patologia rara che non gli permette una comunicazione verbale adeguata alla sua età.

Le sue emozioni, i suoi pensieri, sono quindi affidati alla scrittura, tramite un computer, strumento indispensabile per lui, come una bussola o un vecchio compagno di viaggio, che Luca scopre grazie ad una associazione privata di Mestre, e che lo traghetterà in un mondo dove le barriere non sono insuperabili, ma possono essere arginate e oltrepassate. Grazie infatti al suo carattere tenace ed una famiglia stupenda che in questi anni lo ha circondato d'amore, ma soprattutto ha creduto in lui e nelle sue capacità, nonostante la strada tutta in salita e costellata di pietre che avrebbero spaventato molti, Luca è riuscito a centrare il suo obiettivo: lunedì scorso nell'aula magna di Palazzo Boileau, presso la facoltà di lettere dell'Università di Pisa, ha discusso la sua tesi di laurea dal titolo "L'ambiente del dramma. la Viaccia di Mauro Bolognini tra letteratura, pittura e musica", tra la commozione e la soddisfazione di mamma Barbara, babbo Giacomo (presidente dell'Associazione Progetto onlus) e dalle sorelle Paola e Francesca, insieme alcuni insegnanti delle elementari e gli amici più cari arrivati da Livorno con il dottor Sergio Vitale, ex medico di Luca ed adesso suo grande amico, per non perdersi questo momento speciale. Ovvero un traguardo raggiunto passo dopo passo, dove le porte chiuse e le sconfitte non sono mancate, che Luca con caparbietà, intelligenza e determinazione è riuscito a portare fino in fondo.

«Grazie soprattutto - sottolinea mamma Barbara - all'Ateneo Pisano che in questi anni di studi ha sostenuto nel vero senso della parola il percorso di studio di mio figlio, mettendo a sua disposizione un tutor che lo ha seguito a 360 gradi permettendogli di essere uno studente come gli altri. Seguire le lezioni, sostenere gli esami, ma soprattutto capire che non esistono limiti insuperabili». 110 e lode è stato il voto decretato dalla commissione composta dal professor Ambrosini e dai colleghi Barsotti e Fabris. Ma il cammino di Luca non finisce qui. È sua intenzione, ci fa sapere mamma Barbara, proseguire gli studi. E, vista la tenacia, c'è da scommettere che tra pochi anni saremo ancora qui a festeggiare con lui un nuovo e importante traguardo raggiunto. Perché Luca è così, un ragazzo che non si ferma e soprattutto non si arrende. «La maratona della mia vita - ci scrive il neodottore attraverso il suo inseparabile computer - sta continuando, dopo aver lottato duramente per avere una giusta dignità che ho ottenuto, ho quindi deciso di intraprendere un altro bel percorso, quello universitario. Non è stato difficile scegliere la facoltà. Ho scelto seguendo i miei principali interessi, cioè il cinema, la musica e il teatro, tutti linguaggi che l'uomo usa per comunicare. Non nego - continua Luca - di aver avuto paura di iniziare una nuova battaglia per dimostrare la mia facoltà di comprensione e per far accettare la mia necessità di sostener gli esami in modo diverso dalla maggior parte degli altri studenti. Invece davanti a me si è aperto un mondo e sono riuscito a conquistarmi un posto da vero studente dell'Università di Pisa. Ma soprattutto non ha prezzo la bellezza di essere accettato con le mie caratteristiche, belle e meno belle, come del resto riuscire ad ottenere tante soddisfazioni. Proprio grazie a questo percorso intrapreso sentendomi alla pari, sono riuscito a dare il meglio di me, fino ad arrivare a laurearmi».

Luca non nega che il cammino sia stato duro: «La mia autostima ha perforato i sette cieli - conclude questo giovane eccezionale - ma ciò nonostante mi rendo conto che non potrei essere qui a parlarvi di tutto questo se non avessi avuto alle spalle una magnifica squadra formata da familiari, amici vecchi e nuovi, giovani e adulti, insegnanti che mi hanno concesso un credito senza lasciarsi condizionare dalle sfavorevoli apparenze. Persone che in ambito universitario lavorano per creare i presupposti culturali e logistici che permettono l'inclusione. Una squadra in cui esistono solo titolari. Quindi vi dico: grazie a tutti, perchè sentivo la vostra partecipazione come una mano che mi sospingeva, mi manteneva in equilibrio e alla fine, mi portava in trionfo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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