La manifestazione
«Il pos non è obbligatorio? E allora evito di metterlo»
Artigiani contro l’introduzione delle “macchinette” per i pagamenti elettronici
PISA. «Ennesima provocazione». Oppure: «Un’altra insopportabile vessazione verso una categoria, quella delle partite Iva, già nel mirino». È questo il sentimento diffuso che anima gli esercenti riguardo l’introduzione obbligatoria del pos per i pagamenti con carte di debito oltre i 30 euro. Poco importa se a norma di legge si tratta solo di una possibilità e non di un obbligo, il messaggio che è passato è quello di un regalo alle banche, categoria non in cima alle classifiche di gradimento al momento. Sergio Pampana, parrucchiere per uomo (il suo negozio è “Papillon” in lungarno Mediceo), è categorico: «Non lo metto il pos. Per due motivi: raramente faccio transazioni sopra i 30 euro e soprattutto ha dei costi di gestione troppo alti. Quando le transazioni saranno al livello europeo allora mi adeguerò, ma per ora non ci penso nemmeno».
Riccardo Genovesi, idraulico, gli fa eco e amplia il concetto: «Veniamo visti come delinquenti, come se facessimo sparire i soldi quando invece lavoriamo tutto il giorno. Questo va solo a vantaggio delle banche che ci guadagnano con le commissioni, per il resto è inutile: i grandi pagamenti vengono già tracciati perché effettuati con bonifico, poi si figuri se la signora Maria che deve pagare il piccolo intervento usa la carta». La chiusura è la stessa per tutti: non ci sono sanzioni, quindi non si adotta. E se le cose cambieranno? «Ci adegueremo».
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