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«Alberi pericolanti, in città tanti rischi»

«Alberi pericolanti, in città tanti rischi»

Lancia l’allarme il professor Massai dopo la tragedia delle Cascine. Il Comune: controlli costanti

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PISA. «Anche nelle aree verdi pisane c’è il rischio di crolli di piante ad alto fusto». Questo è l’allarme lanciato dal professor Rossano Massai, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa. «Ci sono numerose situazioni di pericolo che sono evidenti anche ai non esperti», aggiunge. Nella notte dello scorso 27 giugno, nel parco delle Cascine a Firenze, un grosso ramo staccatosi da un bagolaro ha colpito una donna di 51 anni e sua nipote di 2 uccidendoli. Questa tragedia ha innescato roventi polemiche sulla sicurezza. E, a quanto pare, neanche a Pisa si può stare tranquilli.

«Da anni i nostri corsi di laurea si occupano dello studio della stabilità delle piante - riprende Massai - e come dipartimento ci occupiamo di monitorare, insieme ai nostri studenti, le condizioni delle piante nei parchi e nelle strade di Pisa. Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità, eppure l’amministrazione comunale non sembra interessata al nostro parere». Massai sostiene che il deperimento delle strutture degli alberi in città è dovuto alle difficili condizioni di coltivazione e alla cattiva manutenzione: «È un problema che riguarda tutte le specie. In ambito urbano vivono molto meno rispetto al loro habitat naturale. A Pisa ci sono zone a rischio: per esempio sul viale delle Piagge almeno il 15% degli alberi andrebbe abbattuto rappresentando un pericolo per l’incolumità pubblica. Abbiamo registrato criticità anche in via di Pratale, a Porta Lucca, al Giardino Scotto e nell’area adiacente alla caserma dei vigili del fuoco. Preoccupanti anche i pini presenti in via Giovanni Pisano, mentre le recenti potature in via del Brennero non hanno risolto il problema: il cancro colorato del platano è devastante».

Finisce dunque sotto accusa la gestione del verde urbano, anche perché Massai sottolinea che i soli controlli periodici, come dicono le statistiche, non eliminano il rischio. Invece per quanto riguarda i parassiti che colpiscono alcune varietà di alberi, essi arrivano accidentalmente attraverso le importazioni di merci. «Per esempio, il cinipide che infesta i nostri castagni proviene dalla Cina. Il punteruolo rosso, invece, è arrivato in Italia attraverso l’importazione di palme ornamentali», aggiunge Massai.

A queste dichiarazioni il Comune controbatte. «A Pisa è il global service che si occupa della manutenzione del verde pubblico e della cura del decoro urbano - dice Paolo Ghezzi, vicesindaco con delega a parchi e verde pubblico -. Ogni anno viene stilato un elenco delle potature. Importante è il contributo del servizio fitosanitario regionale. Interventi recenti hanno riguardato piazza Santa Caterina e piazza Dante. I fondi destinati all’ambiente sono contenuti in un preciso capitolo del bilancio del Comune». Il contratto di appalto è stato prorogato al global service per due mesi. Fabio Daole, architetto e responsabile dell’ufficio Pianificazione e Programmazione integrata, spiega: «L’ultima gara di appalto è stata vinta dalla cooperativa Terra Uomini e Ambiente, ma il secondo classificato ha fatto ricorso ritenendo di essere stato penalizzato dalla decisione della commissione giudicante. La gestione del verde urbano è in mano al vecchio appaltatore, in attesa del pronunciamento del Tar Toscana». Il canone previsto per la manutenzione ordinaria è di 1,5 milioni di euro, più 150mila per quella straordinaria, precisa Daole: «L’amministrazione comunale affida il patrimonio all’appaltatore, che ne è responsabile totalmente».

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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