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Gli ambientalisti all’attacco «Un raduno devastante»

Gli ambientalisti all’attacco «Un raduno devastante»

PISA. Ruspe in azione e ambientalisti di nuovo sul piede di guerra per il mega-raduno scout che si terrà nella tenuta di San Rossore dal 7 al 10 agosto. Ieri, di buon mattino, i promotori della...

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PISA. Ruspe in azione e ambientalisti di nuovo sul piede di guerra per il mega-raduno scout che si terrà nella tenuta di San Rossore dal 7 al 10 agosto. Ieri, di buon mattino, i promotori della campagna “In difesa di San Rossore” hanno radunato alcuni sostenitori e hanno percorso le tappe dei lavori in previsione dell’arrivo dei 32mila ragazzi. La zona occupata dalle tende sarà quella dei “cotoni”, i grandi prati che costeggiano la strada che da Cascine Vecchie porta a Cascine Nuove: 74 ettari di terreno che saranno suddivisi in sei accampamenti.

«È inutile che gli scout ci rassicurino sulla loro buona condotta - ha detto il professor Fabio Garbari, ex docente di botanica all’Università di Pisa e uno dei promotori della protesta - perché anche io sono stato scout da piccolo e so benissimo qual è lo spirito della manifestazione: quello che gli enti e la Regione non capiscono è che gli squilibri all’ecosistema avverranno a prescindere dalla loro buona volontà».

In questa zona sorgeranno 10mila tende, una piazza da 4mila metri per il presidio sanitario, due palchi e 1.400 servizi igienici di tipo chimico, non contando le docce e i lavabi che saranno serviti da sette chilometri di tubature esterne allacciate direttamente all’acquedotto Asa. «Questi sono “prati aridi mediterranei” - dice il dott. Alessandro Spinelli, consulente ambientale e uno dei primi firmatari della protesta -. Sono le zone di pastura degli animali e questo raduno le devasterà. Solo per i primi lavori di adattamento sono stati distrutti decine di covi di gruccione, un uccello che crea strategicamente il proprio nido sottoterra. Le aree protette hanno questo nome perché dovrebbero proteggere, non se ne può fare un uso privatistico per raduni».

La critica è rivolta al governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha concesso l’area a titolo completamente gratuito. Dal loro canto, gli organizzatori hanno preso l’impegno a compensare il “disturbo” facendo dei lavori di pulizia nella zona più interna del Parco e stipulando una fideiussione di 200mila euro in caso di danni. Una soluzione che continua a non piacere agli ambientalisti.

Cesare Bonifazi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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