Il Tirreno

Pisa

Combattimenti da record ma tempi d’attesa biblici

di Daniele Benvenuti
Combattimenti da record ma tempi d’attesa biblici

Quella tra Sant’Antonio e S. Francesco è stata la sfida più lunga dell’era moderna Troppi i settanta minuti trascorsi tra la fine del corteo e la prima gara al carrello

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PISA. Non poteva che essere un’edizione da record del Gioco del Ponte a chiudere un Giugno Pisano che anche quest’anno ha fatto registrare un bilancio decisamente positivo, a cominciare dalle presenze sui lungarni e da quelle negli alberghi cittadini. Qualche esempio? Record del combattimento più lungo dell’era moderna, quello tra Sant’Antonio e San Francesco; e record di durata anche per la “bella”, sfida che ha regalato l’ennesimo successo a Tramontana. Tutto questo, però, ha fatto dilatare la durata della manifestazione (fino alle una di notte), riaprendo quindi un dibattito sull’orario di inizio.

Gioco dei record. San Francesco e Sant’Antonio, con la loro sfida durata 22’ e 33”, e vinta dalla squadra australe guidata da Franco Ceccanti, sono entrati nella storia del Gioco moderno. Il precedente record di durata risaliva addirittura al 1992, quando il San Michele (allora guidato da Antonio Pucciarelli, oggi capitano del San Francesco) superò i Delfini in 22’ e 25’’. Se questo non bastasse a far entrare nella storia l’edizione 2014, ecco un altro record: lo spareggio tra le due Nazionali che ha regalato la vittoria alla Parte boreale è stato il più lungo di sempre, per questo tipo di sfida, con i suoi 12’ e 53”. Fatto mai successo prima, poi, anche il ricorso prima del combattimento tra Sant’Antonio e San Francesco. Il comando di Mezzogiorno riteneva infatti che la squadra di Pucciarelli indossasse corpetti non regolamentari: 8’ minuti di attesa (ben oltre i tre concessi per salire sul ponte), controllo dei giudici su tutti i combattenti e poi il via libera. Altro caso unico, infine, quello del “punzonatore” di Mezzogiorno che è salito sul carrello durante il combattimento tra Dragoni e Santa Maria per togliere una fasciatura ad un combattente australe: una presenza non prevista dal regolamento che ha lasciato nell’imbarazzo più completo i giudici.

Finale a notte fonda. Queste incredibili concomitanze hanno portato alla consegna del Palio della vittoria a Tramontana ben oltre le una di notte. Da qui l’idea, per l’anno prossimo, di anticipare magari di un’ora l’inizio del corteo (alle 19 anziché alle 20). Rimangono poi alcuni momenti da rivedere, perché anche questi portano ad una dilatazione dei tempi che si può evitare. Se infatti le Parti erano riuscite a completare il loro corteo in circa un’ora, dall’entrata in piazza al primo combattimento è passata almeno una settantina di minuti. Si può sicuramente lavorare per ridurre questa lunga attesa, peraltro scandita dalla “chiamata a battaglia” e dagli ambasciatori, che toglie ritmo alla manifestazione andando contro sia agli appassionati che ai turisti.

Alberghi ok. Il Giugno Pisano ha chiuso con il botto anche dal punto di vista turistico. Nel fine settimana del Gioco del Ponte l’occupazione alberghiera a Pisa è oscillata tra l’85 e il 90%. Sono i dati di Federalberghi, forniti dalla presidente Rita Paciello. «Dati positivi, merito anche di un importante congresso – commenta -: come sempre gli organizzatori dei convegni fanno a gara per accaparrarsi le date dei weekend del Giugno». E il Gioco è stato anche la vetrina per la Borsa del turismo delle manifestazioni storiche organizzata dalla Confesercenti, al quale hanno partecipato 20 tour operator provenienti da 13 diverse nazioni europee.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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