Il dolore
Cisanello, dentro l’appalto c’è anche il Santa Chiara
Chi vince la gara per ampliare la mega-struttura può acquistare l’ex ospedale L’incognita dei bancarellai. Il sindaco: «Dovranno confrontarsi con il privato»
PISA. Chi costruirà l’ampliamento a Cisanello avrà la possibilità di acquistare e poi mettere a reddito il vecchio ospedale Santa Chiara. Potrà affittare le superfici o rivenderle in tutto o in parte. Dal residenziale al ricettivo fino al commerciale. La destinazione d’uso approvata dal consiglio comunale offre una rosa di opportunità che rendono l’operazione appetibile per un investitore di alto profilo anche internazionale. Di sicuro con capacità di spesa da leader nel “real estate”.
Mezzo miliardo di euro. È una partita che sfiora i 500 milioni di euro quella messa in moto dal bando di gara europeo per il “Nuovo Santa Chiara”. Sono 358 i milioni di euro per il cantiere a Cisanello, mentre il valore stimato per l’ex nosocomio con vista su Piazza dei Miracoli è di 122,5 milioni di euro.
L'imponente nuova opera edilizia è infatti strettamente legata alla vendita del vecchio complesso ospedaliero di Santa Chiara che verrà riconvertito secondo quanto previsto dal piano di recupero "Chipperfield". L'operatore economico a cui sarà affidata la progettazione e la costruzione del nuovo ospedale in Cisanello potrà anche acquistare il complesso storico del Santa Chiara. Sarà obbligato a versare 10 milioni di euro di cauzione dovrà anche farsi carico della progettazione esecutiva. Nel giro di tre anni potrà esercitare l’opzione di acquisto. In caso di rinuncia, l’azienda ospedaliera incasserà i 10 milioni e terrà per sé il progetto da utilizzare per una nuova ricerca di investitori.
Il ruolo dei bancarellai. Ma sullo scacchiere di Piazza dei Miracoli si affaccia una pedina non secondaria. Sono i bancarellai, trasferiti in via provvisoria in piazza Manin dopo lo sgombero dall’area del Duomo per consentire i lavori sul tetto del Museo delle Sinopie.
Un trasloco contestato dai commercianti che temevano di non fare più ritorno nelle loro postazioni dalla provvisorietà pluridecennale. La tregua-accordo con il Comune era basata sullo spostamento in piazza Manin, con conseguenza costituzione di un consorzio tra operatori per partecipare alla gara e cercare di aggiudicarsi quella che avrebbe dovuto essere la sede definitiva già individuata all'interno dell'ex area ospedaliera del Santa Chiara, lo spazio ex Umi 1(unità minima di intervento).
Appalto e vecchio ospedale. Il bando di gara che assegna il vecchio Santa Chiara a chi amplierà quello nuovo potrebbe cambiare le carte in tavola.
Alla domanda con chi dovranno rapportarsi i bancarellai per chiedere l’uso o la proprietà dell’area ex Umi 1, il sindaco Marco Filippeschi al termine della confenza stampa a Cisanello risponde: «Con il privato che vincerà l’appalto per il Nuovo Santa Chiara». Non si è parlato di stralcio per dedicare ai bancarellai l’opportunità di aggiudicarsi la sede dentro l’ex ospedale per le loro attività.
Le rassicurazioni. Nel settembre scorso l'Azienda Ospedaliera aveva formalizzato in sede di conferenza dei servizi la volontà di vendere a stralcio proprio il lotto che interessa i bancarellai, separandolo dal progetto complessivo di cessione e riqualificazione dell'area; unico lotto che prevede una parte commerciale e che quindi sarebbe acquisito, attraverso un bando, dai bancarellai riuniti in consorzio. Ora arriva il vincolo di acquisto del vecchio Santa Chiara a chi amplierà quello nuovo.
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