Gioco
Aeroporto, neppure la Fondazione vende
La Deputazione: «Manteniamo la partecipazione azionaria in Sat». Intanto il titolo cala in Borsa del 3,6% a 13,67 euro
PISA. La Fondazione Pisa non cede le proprie azioni di Sat a Corporacion America, così come aveva già fatto la Camera di Commercio. E, sempre come era successo per l’ente camerale, conviene aggiungere un “per ora”. Ma partiamo dalle dichiarazioni ufficiali. «La Fondazione Pisa mantiene la propria partecipazione in Sat», annuncia il presidente Claudio Pugelli appena terminata la riunione della Deputazione. Questo significa anzitutto che da parte della Fondazione non ci sarà l’adesione all’Opa riaperta da Corporacion (chiuderà martedì) per scalare ulteriormente la Sat. Tra l’altro, con il poco flottante sul mercato, le adesioni all’Opa in questi giorni sono state minime.
La super scalata, quella che doveva portare la società del magnate Eurnekian ad avere la maggioranza qualificata (oltre i due terzi), non si concretizzerà in questi giorni. Esclusi Comune e Provincia, assolutamente intenzionati a non vendere, avrebbero fatto la differenza le azioni possedute da Fondazione (8,62%) e Camera di Commercio ((7,87%). Ma così non è stato.
La riunione della Deputazione, organo di indirizzo della Fondazione Pisa (24 membri in rappresentanza di tutte le realtà istituzionali, economiche, associative del territorio), è stata tutto sommato abbastanza breve. Anche se le previsioni erano diverse da parte di chi descriveva l’ente di via Toselli diviso tra i difensori delle azioni ed i possibilisti alla vendita. Ha prevalso alla fine il peso strategico della partecipazione in Sat rispetto al valore patrimoniale, aspetto pur non secondario dopo che Corporacion ha alzato il prezzo dell’Opa a 14,22 euro per azione (ieri in Borsa il titolo ha perso il 3,60% chiudendo a 13,67 euro).
Se va in archivio questo capitolo, altri se ne stanno per aprire. Entro la prossima settimana soci di maggioranza e di minoranza dovranno presentare le rispettive liste con le candidature per il nuovo consiglio di amministrazione di Sat (il 30 luglio l’assemblea dei soci): sette saranno i rappresentanti del socio privato, Corporacion, e quattro quegli degli enti pubblici.
Ma quali enti e assemblati come? Dopo la decisione della Regione di vendere, il patto di sindacato non esiste più. La realtà è rappresentata dalla decisione degli enti locali (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione), ognuno con i propri organismi, di non cedere le azioni aderendo all’Opa.
Però ora non si andrà alla costituzione di un nuovo patto di sindacato, come “blocco” del 34% delle azioni, pacchetto che può condizionare operazioni quali la fusione con l’aeroporto di Firenze. L’intenzione sarebbe quella di un “accordo di consultazione”, senza i vincoli di un patto vero e proprio, oltre a concordare (altra sorta di patto) i nomi da inserire nell’elenco delle candidature per il cda. Fronte ulteriore è quello del dialogo con Corporacion su tanti aspetti, a cominciare dalla nomina del nuovo presidente.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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