Il Tirreno

Pisa

Pronto soccorso, Rossi pretende un piano

di Giovanni Parlato
Pronto soccorso, Rossi pretende un piano

Il governatore della Regione: «Non metto in dubbio la professionalità del personale, ma i tempi d’attesa vanno ridotti»

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PISA. «I tempi di attesa al pronto soccorso di Cisanello sono troppo lunghi e il grado di soddisfazione degli utenti è il peggior dato a livello regionale. Ho chiesto alla direzione dell’Azienda ospedaliera che entro quindici giorni metta mano a un piano che risolva il problema».

È l’ultimatum che lancia Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, dopo che su Facebook aveva criticato il pronto soccorso dell’ospedale pisano. «La mia è stata solo una battuta sul social network - dice ancora il governatore - e non metto assolutamente in discussione la qualità e la professionalità del personale. Oggi, nella sanità, non bisogna guardare soltanto alla qualità del servizi, ma alla percezione che ha il pubblico, al grado di soddisfazione. Il pronto soccorso di Cisanello ha ricevuto 39 milioni di euro di finanziamento di cui 34 della Regione Toscana e di questi 7 sono stati destinati alla tecnologia. È stato consegnato alla città un pronto soccorso cinque volte più grande del Santa Chiara inaugurato nel 2010. Nonostante ciò, i dati del Mes, il laboratorio della Scuola Sant’Anna, dicono chiaramente che i tempi d’attesa sono i peggiori a livello regionale».

Questi dati indicano che a Pisa i pazienti con un codice giallo (urgenza) che vengono visitati entro 30 minuti sono il 33,1%, mentre la media regionale è del 72%; i pazienti con un codice verde (urgenza differita) che vengono visitati entro un’ora sono il 57%, mentre la media regionale è del 77%. La percezione degli utenti, sempre rilevata da Mes, registra un livello alto di insoddisfazione e c’è anche tanta gente che, stanca di aspettare, spontaneamente abbandona il pronto soccorso.

Il presidente Enrico Rossi sottolinea che «i dati dell’anno 2013 sono peggiorati rispetto al 2012». E aggiunge: «So bene che Pisa assolve ad un ruolo di servizio dell’Area Vasta e al pronto soccorso arrivano tante persone da fuori città. Questo è un segno negativo per altre realtà che dovremo analizzare».

Ma se al pronto soccorso dovessero servire più medici e infermieri per risolvere il problema? «L’Azienda ospedaliera universitaria pisana ha in bilancio 500 milioni di euro, penso che abbia le risorse. Ma se ce ne sarà bisogno non siamo sordi e il problema lo affronteremo», risponde Rossi.

Rileviamo che la strategia negli ultimi tempi è stata quella di ridurre i posti letto e ciò, secondo quanto sostengono da tempo i sindacati, si riflette sul pronto soccorso dove si allungano le attese per trovare un posto letto disponibile. Ma su quest’osservazione Rossi ha pronta la sua replica: «A Careggi sono stati tagliati numerosi posti letto, eppure non ci sono i problemi di Pisa».

Il governatore della Regione ricorda i tagli alla sanità effettuati dal governo centrale negli ultimi due anni: «Abbiamo dovuto rinunciare al 10% delle risorse». Poi ribadisce che «non bisogna guardare solo alla qualità della prestazione, ma anche all’accoglienza e al grado di soddisfazione dell’utenza. Ho incaricato l’assessore Luigi Marroni di seguire direttamente la questione del pronto soccorso di Pisa. Entro due settimane - è la conclusione del presidente della Regione Toscana - aspetto il piano del direttore generale dell’Aoup».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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