Il dolore
Nasce un museo dedicato ai pescatori del Serchio
La sede è a Migliarino. Oltre all’area espositiva che raccoglie gli strumenti saranno organizzati eventi culturali e laboratori sensoriali e del gusto
MIGLIARINO. Anche i pescatori del fiume Serchio e del lago di Massaciuccoli hanno il loro museo. Ieri si è svolta l’anteprima della presentazione ufficiale con le autorità. È intervenuto il regista Paolo Benvenuti che questi luoghi li conosce bene per averci girato il film “La fanciulla del lago”, nella rivisitazione di una storia legata a Giacomo Puccini.
Dopo un lungo lavoro di ricerca e di allestimento il museo dei pescatori di Bocca di Serchio e del lago di Massaciuccoli è una realtà. Il museo fa parte del progetto Radico dedicato alla creazione di una rete di ecomusei del territorio pisano. Dopo quello di Rigoli, dedicato alla civiltà contadina, ecco il museo dei pescatori che è un centro dedicato in primis alla cultura materiale di Bocca di Serchio e di Massaciuccoli, o Maciuccoli, come dicevano qui una volta.
Due stanze ampie e razionali, un ampio corridoio condensano la storia della pesca e dei pescatori che hanno operato non solo a Migliarino e Vecchiano ma per tutto il lungomonte pisano. In particolare Migliarino e il Vecchianese vivono una qualità ambientale che è dovuta principalmente al calore della gente che lo abita e che si è adeguato all’evolversi della qualità della vita. Spiega Giuliano Meini, deus ex machina: «Questo museo è nato per iniziativa dell’associazione Orti pisani onlus che da anni con propri volontari si è attivata per sviluppare una coscienza ambientale e gastronomica. Prima mossa fu “un orto in ogni scuola” e poi il discorso degli ecomusei come presidi della nostra cultura. Umberto Micheletti, Aldo Capitani, Renzo Romoli e il sottoscritto hanno costruito un raccordo con le radici dell’intera zona. Dietro il condensato di centinaia di anni e di migliaia di braccia che, seguendo un progetto popolare e collettivo, coordinato dalle forze della natura, ha permesso di costruire ciò che oggi ci incanta».
Le attività al museo dei pescatori si muovono su tre dimensioni: quella espositiva, che illustra le principali pesche di Bocca di Serchio e del lago di Massacciucoli, comprendente tra l’altro una suggestiva vasca di piante acquatiche autoctone; quella di eventi tra cui una conferenza di Michele Montanelli sulla pesca dal 1600 a oggi e la terza dimensione è degustativa con l’obiettivo di rendere al palato la capacità di riconoscere la genuinità di ciò che si mangia. Ci saranno anche laboratori sensoriali e del gusto.
Domani, alle 17, sarà installato il plastico dedicato al Pacific trash vortex, un’area grande come due volte il Texas, un’isola che uccide gli uccelli e avvelena i pesci. Il museo rimarrà aperto venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 21.
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