Il Tirreno

Pisa

In arrivo dalla Francia oltre 100 opere per la mostra di Amedeo Modigliani

di Maurizia Tazartes

L’organizzazione della rassegna prevista a Palazzo Blu dal 3 ottobre al 15 febbraio è alle battute finali Cinque le sezioni che riproporranno tutta la vicenda dell’artista livornese dall’inizio alla morte

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PISA. Sarà una ricca mostra quella su "Amedeo Modigliani", dal 3 ottobre a Palazzo Blu (sino al 15 febbraio del 2015). Riguarda non solo l'artista, ma tutto l'ambiente che operava intorno a lui a Parigi nei primi vent'anni del Novecento.

Oltre cento opere, provenienti dal Centre Pompidou, dal Musée de l'Orangerie, dal Musée de la Ville di Parigi, da collezioni pubbliche e private europee, ripercorreranno il cammino di Modigliani e i suoi intrecci, brevi ma intensi, con i contemporanei. Artisti anticonformisti che tra Montmartre e Montparnasse hanno gettato i germi di tutti i movimenti del XIX secolo.

Promossa dalla Fondazione Palazzo Blu e dal Comune di Pisa, diretta da Jean Michel Bouhours, curatore del Dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou, organizzata da Mondomostre, l’organizzazione della rassegna è alle ultime battute.

I prestiti francesi sono davvero eccezionali: sessantun opere arriveranno dal Centre Pompidou, di cui otto di Modigliani, un disegno, due sculture e cinque dipinti, capolavori come Gaston Modot e Ritratto di Dédie, entrambi del 1918. Ad essi si affiancheranno opere di Derain, Chabaud, Soutine, Brancusi Rouault, Laurens e altri. Generoso anche il Museé de l'Orangerie, che concede tutti i suoi Modigliani, ben cinque dipinti come Il giovane apprendista del 1918-1919 o il Ritratto di Paul Guillaume del 1915.

Ci saranno disegni, dipinti, sculture, provenienti anche dal Museo Fattori di Livorno, come la Stradina toscana del 1898 o il disegno con Uomo seduto del 1896, degli inizi del pittore livornese, due disegni della collezione di Carlo Pepi, ritratti in arrivo da Brera, un Ritratto di Paul Guillaume dal Museo del Novecento di Milano, molti dalla provincia francese e dal Musée Picasso di Parigi. Non mancheranno i vistosi e sorprendi nudi.

«L'esposizione ha un significato particolare - dice il curatore Bouhours, che la illustra negli uffici del Pompidou - perché sarà fatta a Pisa, vicino alla natia Livorno, e nei cento e trent'anni dalla nascita dell'artista». Un pittore e scultore povero e disperato, ma originale e innovativo: «Un solitario, un individualista, che sfiora tutti i movimenti fauves, postimpressionisti, futuristi, ma rimane se stesso, fondamentalmente toscano, con l'amore per la linea e la forma, assimilati dagli scultori trecenteschi pisani e dalla pittura fiorentina del Quattrocento».

La mostra sarà organizzata in cinque sezioni, che riproporranno tutta la vicenda artistica dall'inizio alla morte a 36 anni per tisi e strapazzi, ricordata dalla Maschera morturia bronzea fattagli da Jacques Lipchitz.

Modigliani a Livorno riguarda il periodo di formazione dal 1896 al 1905 nell'ambiente post-macchiaiolo livornese e fiorentino con i maestri Micheli e Fattori sino all'esperienza veneziana. Sarà rappresentata da documenti d'archivio, fotografie, libri, dipinti e disegni di quegli anni.

Il primo periodo parigino, l'impatto con Parigi nel 1906, a Montmartre. La lezione di Cézanne e della sua grande retrospettiva del 1907, l'incontro al Bateau Lavoir con Picasso e con le sue Demoiselles d'Avignon dello stesso 1907, il fascino di Toulouse Lautrec. A documentarne i riflessi opere come La mendicante, un olio del 1910 e disegni con Cariatidi.

Teste scolpite e il "Tempio del piacere" testimonia il grande interesse di Modigliani per la scultura, in particolare di Gauguin esposta al Salon d'Automne del 1906 e dell'amico scultore rumeno Brancusi, di cui saranno presentate molte opere e fotografie del Centre Pompidou. Di Modigliani ci saranno le Teste femminili disegnate e scolpite, messe a confronto con quelle degli scultori Chabaud, Brancusi, Laurens, Lipchitz ed altri.

Il nudo sarà una delle sezioni più affascinanti con la serie di nudi femminili rosati e scandalosi degli anni 1915-1916, sollecitati dal mercante Zborowski ed esposti allora nella Galleria di Berthe Weill, fatta chiudere dalla polizia. Modigliani immortala le sue modelle-amanti sulla scia della tradizione che va da Velázquez a Goya, da Ingres a Manet, con uno stile tutto suo.

La "pienezza" di Modigliani, cioè la sua prima maturità stroncata dalla morte nel 1920. Dopo l'abbandono della scultura nel 1914 per motivi di salute e di costi, l'artista si dedica soprattutto alla pittura, al ritratto in particolare. Ne realizza più di 300, dipinti o schizzati nei caffè parigini(i famosi "dessins à boire"). Opere straordinarie che, con linee nitide, decise, e colori accesi delineano anima e carattere del personaggio. Ne vedremo di bellissimi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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