Il Tirreno

Pisa

Scopre il tradimento e massacra l’amante

di Luca Tronchetti
Scopre il tradimento e massacra l’amante

È accusato di tentato omicidio, mentre la vittima è ricoverata all’ospedale di Cisanello in gravissime condizioni

2 MINUTI DI LETTURA





VECCHIANO. Dopo 80 ore trascorse in carcere di fronte alle contestazioni mosse dal giudice delle indagini preliminari, ha un crollo emotivo e si mette a piangere. Angelo Spano, 39 anni, residente a S. Anna in Lucchesia, ma che di fatto abita a Marina di Vecchiano, e attualmente disoccupato (dopo aver lavorato a lungo come autista in una ditta lucchese che si occupa di spedizioni sul territorio nazionale), inizia soltanto adesso a realizzare il male che ha procurato all’ex amico Rossano Barsotti, 44 anni, autotrasportatore residente a S. Anna.

Spano è accusato di tentato omicidio perché l’ex paracadutista è ancora ricoverato in rianimazione all’ospedale Cisanello di Pisa per le gravissime lesioni craniche con emorragia cerebrale, lo sfondamento della mascella destra e delle orbite oculari, la frattura scomposta della gamba sinistra. Spano - nato a Roma - si è sentito tradito da quell’amico a cui un anno e mezzo fa aveva presentato la sua compagna - una ragazza di 33 anni, originaria di Migliarino Pisano e che lavora come baby sitter - e che da 12 mesi era diventato l’amante neanche troppo segreto della sua donna. Scoprire il tradimento anche attraverso Facebook e i social network per lui è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e lo ha spinto a un passo dall’omicidio.

L’udienza di convalida del fermo di pg di fronte al gip Silvia Mugnaini si conclude poco dopo le 13. Mutuando il provvedimento del gip di Bergamo sul caso (molto più grave) di Yara Gambirasio, il giudice non convalida il fermo disposto dalla procura nei confronti di Spano, ma dispone gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Si tratta del primo provvedimento del genere in Lucchesia legato a fermo di polizia giudiziaria per un reato così grave. Il braccialetto elettronico, previsto dall'articolo 275 bis codice di procedura penale, costituisce uno dei mezzi che possono aggravare la misura cautelare degli arresti domiciliari evitando la più gravosa misura della custodia in carcere. In caso di applicazione del braccialetto elettronico viene segnalata in tempo reale alla centrale operativa della questura l’uscita dall’abitazione del soggetto cui è applicato. E in caso di allarme viene avvisata in tempo reale la struttura competente sul territorio per un immediato controllo. La decisione di non convalidare il fermo da parte del giudice è legata all’assenza di un fondato pericolo di fuga dell’indiziato che, poche ore dopo il ritrovamento del ferito nella zona dell’ex Casina Rossa, avvisato dai carabinieri si era presentato in Cortile degli Svizzeri in compagnia della sua donna per essere sentito come persona informata dei fatti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze