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Pagate le mensilità arretrate ripartono i lavori alle mura
Con la variazione di bilancio il Comune libera un milione e mezzo di euro, e salda le ditte L’assessore Serfogli: «Manovra necessaria, rischiavamo di perdere i contributi europei»
PISA. Mura antiche e Arsenali Repubblicani: i cantieri ripartono. Non solo tasse, ma anche investimenti nella manovra di bilancio approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale. Se il punto focale erano certamente le aliquote delle imposte (Tasi, Tari, eccetera), sono stati approvati anche importanti stanziamenti per alcune delle maggiori opere pubbliche in città. L’investimento più importante (sono stati infatti stanziati 1,5 milioni di euro) permette di far ripartire i cantieri per quanto riguarda le mura mentre, per gli Arsenali, scongiura il pericolo di fermo.
Piuss a rischio. Con la somma messa a bilancio, infatti, il Comune porta quasi in pari i pagamenti e rimette in moto tutta la macchina dei Piuss. Questo era anche l’investimento più urgente da fare: i pagamenti andavano rendicontati entro il 30 giugno; a rischio, come spiega l’assessore comunale al bilancio Andrea Serfogli, c’erano i finanziamenti regionali essenziali per il completamento delle grandi opere messe in cantiere. Per quanto riguarda gli Arsenali Repubblicani, nell’area della Cittadella, i primi lavori riguarderanno il completamento del tetto (si prevede entro luglio) e subito dopo si procederà a mettere mano all’impiantistica (entro agosto). Il tutto per completare entro fine anno, come da programma originario, questo recupero degli Arsenali che ospiteranno una struttura a servizio del futuro Museo delle Navi, nei vicini Arsenali Medicei. Contemporaneamente si procederà con i lavori alla Torre Guelfa, dove sarà allestito il museo civico.
Antiche mura. Entro fine anno si punta a terminare quello che è il più grande progetto Piuss: l’apertura del camminamento sulle mura. I lavori erano stati interrotti nella fase dei lavori a terra riguardanti le piste ciclabili che corrono proprio lungo il tracciato: con l’immissione di denaro fresco i cantieri potranno ripartire e le mura aperte al pubblico nel 2015.
Scuole più sicure. La manovra, con la previsione di nuove entrate, ha generato un surplus di spesa corrente e questo ha dato al Comune maggiore spazio di manovra all’interno dei confini del patto di stabilità. Un ulteriore milione di euro è stato così recuperato e sarà destinato ad altri interventi: da una parte potranno essere messi a bando i lavori per il restauro della Chiesa della Spina, mentre dall’altra si interverrà sulla sicurezza e sul decoro degli edifici scolastici: 250mila euro sono stati stanziati per uno studio sulla vulnerabilità sismica delle scuole della città e questo permetterà poi interventi mirati sulle strutture che più ne hanno bisogno.
Altri stanziamenti. Detto dei maggiori investimenti, altre risorse sono state trovate anche per numerose voci di spesa. «Abbiamo agito sulla spesa corrente - spiega Serfogli - facendo anche noi una severa revisione delle uscite. Questo ci ha permesso di trovare stanziamenti che andranno a coprire molti settori. Innanzitutto investiremo sulla sicurezza idraulica della città, altri fondi sono stati destinati alle manifestazioni storiche, così come abbiamo messo in progetto diverse iniziative turistiche. Una parte dei fondi andrà a coprire i bisogni degli asili nido e dei campi solari e interverremo nel settore cultura (centro Sms e biblioteca). Molto verrà fatto anche per le manifestazioni sportive e per migliorare la mobilità dei disabili».
Manovra. La revisione del bilancio comunale ha dovuto fare i conti con i molti paletti provenienti dall’alto. «Non è stato semplice - aggiunge l’assessore Serfogli - perché il meccanismo della legge di stabilità non ci permette di spendere tutto ciò che incassiamo: siamo obbligati ad avere saldi attivi e quindi riusciamo ad avere fondi a disposizione che non possiamo poi usare. Nonostante questo e gli ulteriori tagli previsti siamo riusciti a fare una manovra che non aumenta l’Irpef e in sostanza non aggiunge un grande carico fiscale ai cittadini».
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