Sicurezza
Buscemi si appella a Napolitano
«Vittima di una gogna mediatica, contro di me offese e calunnie»
PISA. Da imputato a vittima. Accusato di stalking nei confronti della sua ex fidanzata, l’attore e regista Andrea Buscemi da mesi si sente al centro di «una gogna mediatica» per salvarsi dalla quale è arrivato addirittura a scrivere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E anche al Papa «perché possa sostenermi con la forza della preghiera».
Stamani in Tribunale si tiene un’udienza tecnica sugli sms scambiati tra imputato e parte civile, Patrizia Pagliarone, organizzatrice di meeting. Ma nei giorni scorsi Buscemi ha rivolto un appello al Quirinale «perché possa prendere atto dell'intera mia situazione, perché vigili e perché possa porre un freno all'immeritata strumentale ingiustizia mediatica messa in atto contro di me».
In una lunga lettera, a cui allega un articolo uscito sul Corriere della Sera e un Dvd con una puntata sul caso andata in onda su “Quarto Grado”, l’artista ripercorre a uso e consumo del presidente Napolitano la sua storia. Una vicenda nella quale, a suo dire, le parti si sarebbero capovolte.
Buscemi ha già detto che rinuncerà alla prescrizione e ha querelato la sua accusatrice, e la sorella, per calunnia, diffamazione aggravata a mezzo stampa e diffamazione continuata, «destinerò tutti gli eventuali risarcimenti che riuscirò ad ottenere ad un'associazione di lotta contro la violenza alle donne».
Crede nella giustizia e non teme i suoi tempi, anche se l’attore ha un altro fronte che lo inquieta. Scrive a Napolitano: «Da un po' di tempo l'impegno indefesso della mia querelante (e l'arrivo di un nuovo avvocato, Federica Mondani del Foro di Roma già legale dell'onorevole Mara Carfagna prima firmataria della sacrosanta legge sullo stalking) le ha spalancato le porte dei media, ottenendo finalmente una ribalta fortemente voluta (e cercata già con metodi più "artigianali" durante convegni sul tema dello stalking che le due sorelle vanno organizzando da anni sul territorio)».
Buscemi annuncia di aver querelato anche “Quarto Grado” che, per quanto lo riguarda, avrebbe mostrato una versione colpevolista della sua storia. E poi elenca tutta una serie di offese nei suoi confronti sparate sui social network.
«Ho chiesto perciò al presidente della Repubblica se, in pieno Duemila e in un paese che si professa garantista e basato sul Diritto, sia possibile tollerarsi un simile stillicidio (che invero potrebbe toccare a tutti) – spiega Buscemi –. Se sia giusto che un cittadino ( innocente finché il Tribunale non si pronuncia diversamente nel terzo grado di giudizio) debba subire attacchi così selvaggi e funesti, segni certi dell'imbarbarimento che sta soverchiando quest' Italia spaesata e irriconoscibile ( solo in nome di un audience sempre più indicatrice di una disumanizzazione sfiorante il delirio). Ho chiesto a piena voce che Giorgio Napolitano si faccia garante per evitare alla mia già penosa vicenda ulteriori scivolate nel blasfemo circo mediatico che tutto irride e semplicizza con irriverente superficialità». Si sente stretto in una gogna mediatica, Andrea Buscemi e a un anno dal rinvio a giudizio «chiedo solo di essere giudicato in un Tribunale».(p.b.)
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